FIGC
Caso Malagò, oggi il giorno della verità:, Il Coni all’ultimo momento cerca una mediazione
Dopo un mese ad altissima tensione, adesso la soluzione appare quasi surreale: la Figc sarà commissariata ma il presidente resterà al vertice
È arrivato il giorno decisivo per Giovanni Malagò e per la Federcalcio. Oggi la Giunta del CONI è chiamata ad affrontare il caso nato dal mancato tesseramento di Malagò al momento della sua candidatura alla presidenza della FIGC. La questione, da semplice nodo regolamentare, si è trasformata in uno scontro istituzionale capace di coinvolgere CONI, FIGC, governo e Lega Serie A.
La Giunta dovrà valutare se l'irregolarità contestata attuale presidente della FIGC sia sufficientemente grave da giustificare il commissariamento della Federazione. Successivamente è previsto il passaggio al Consiglio Nazionale. I componenti della Giunta sono 17, ma non tutti potrebbero prendere parte alla votazione, considerati i dubbi sui possibili conflitti di interesse. Il punto centrale, dunque, non è soltanto il futuro personale di Malagò. In gioco c'è soprattutto la legittimità dell'attuale vertice federale e l'equilibrio dell'intero sistema calcistico italiano.
Nelle ultime ore ha preso quota un'ipotesi che fino a pochi giorni fa sarebbe sembrata quasi paradossale: commissariare la FIGC, ma affidare proprio a Malagò l'incarico di commissario. Ipotesi anche ha trovato un importante riscontro questa mattina con la richiesta del presidente del CONI Luciano Buonfiglio di incontrare Malagò prima della riunione della Giunta per cercare una soluzione condivisa. L'idea sarebbe evitare una votazione destinata a spaccare il CONI e affidare a Malagò una gestione temporanea della federazione, accompagnata successivamente da nuove elezioni. Sarebbe una soluzione politicamente sofisticata: il commissariamento verrebbe formalmente confermato, ma verrebbe affidato proprio all'uomo al centro della controversia.
Per Buonfiglio significherebbe evitare una guerra interna al CONI e il rischio di una votazione dall'esito incerto. Per Malagò, invece, rappresenterebbe la possibilità di rimanere alla guida della FIGC, almeno temporaneamente, e di arrivare a nuove elezioni potendo verificare nuovamente il proprio consenso. Una nuova elezione potrebbe infatti riaprire completamente la partita. Malagò dovrebbe ricostruire la maggioranza che lo ha portato alla presidenza, in uno scenario nel quale alcuni equilibri all'interno del calcio italiano sono già cambiati.
Un elemento importante della giornata è la posizione della Lega Serie A, che si è schierata contro il commissariamento, confermando il sostegno a Malagò. La Lega considera particolarmente delicata una situazione che rischierebbe di creare ulteriore instabilità nel calcio italiano. Anche questo elemento potrebbe pesare nelle ore decisive: un commissariamento imposto contro la volontà di una parte significativa del sistema calcistico avrebbe infatti conseguenze politiche e istituzionali non trascurabili.
A oggi, dunque, potrebbero essere tre gli scenari possibili. Il primo potrebbe essere il Commissariamento della FIGC senza Malagò, con l'individuazione di un commissario esterno. Il secondo, Commissariamento con Malagò commissario, soluzione che nelle ultime ore sembra aver guadagnato terreno e che consentirebbe di evitare una spaccatura del CONI. Infine, un accordo politico-istituzionale che permetta di superare lo scontro, rinviando la soluzione definitiva alle nuove elezioni federali.
Quest'ultima eventualità appare strettamente legata all'esito dell'incontro tra Buonfiglio e Malagò e alla possibilità di trovare un'intesa prima del voto: passaggio fondamentale, questo, per evitare una rottura. Il caso Malagò è ormai molto più di una questione procedurale. Il voto di oggi può stabilire chi avrà il controllo della FIGC nei prossimi mesi e, soprattutto, quale rapporto si instaurerà tra gli organismi sportivi e la politica.
La soluzione del “Malagò commissario” avrebbe il sapore del compromesso: nessuno dei due schieramenti otterrebbe una vittoria piena, ma il sistema eviterebbe una frattura immediata. E proprio per questo, alla vigilia della riunione, appare come uno degli scenari più interessanti e concreti. Il vero verdetto, però, arriverà oggi dal CONI. E qualunque sarà la decisione, difficilmente il caso Malagò potrà considerarsi definitivamente chiuso: la partita sulle nuove elezioni e sulla futura leadership della FIGC sarebbe soltanto rimandata.