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Questa Lazio non è una meteora: i cinque uomini chiave che fanno volare Gattuso

Il 3 a 1 al Monza spinge i biancocelesti in testa alla classifica

11 Ottobre 2026, 17:29

17:30

Questa Lazio non è una meteora: i cinque uomini chiave che fanno volare Gattuso

Il verdetto del campo e il primato in classifica Il 3-1 rifilato al Monza all’Olimpico fotografa con chiarezza lo stato di forma della Lazio, ma la vera notizia risiede nelle modalità con cui l’affermazione è maturata.

Con cinque successi e un pareggio nelle prime sei giornate, i biancocelesti agganciano l’Inter a quota 16, firmando un avvio di stagione di assoluto spessore. Il tabellino racconta l’essenza della manovra capitolina: un difensore ad aprire le danze, un esterno di spinta a raddoppiare e un centravanti subentrato dalla panchina a sigillare i tre punti. A completare il quadro, la prova di Tijjani Noslin, autore di due assist che certificano come la pericolosità offensiva vada ben oltre la sola prima punta.

Dopo appena tre minuti ha sbloccato Nuno Tavares. Il classe 2000, nato a Lisbona e cresciuto tra Sporting, Casa Pia e Benfica, passato poi per Arsenal, Marsiglia e Nottingham Forest prima di approdare a Roma nel 2024, conferma un bagaglio internazionale ormai consolidato, corroborato dall’esordio con la nazionale maggiore portoghese nel novembre 2024. Se la rete gli consegna i riflettori, il vero peso del suo rendimento sta nella continuità con cui alimenta la fase offensiva. Già nell’ottobre 2024 le cronache ne esaltavano le doti da uomo-assist di livello europeo. La chiave, per la Lazio, non è trasformare stabilmente un terzino in attaccante aggiunto, bensì garantire la massima incisività sulle corsie senza intaccare l’equilibrio difensivo.

Il raddoppio di Gustav Isaksen al 23’ ha fissato il momentaneo 2-0 e si inserisce in un percorso personale dal forte valore simbolico. L’ala danese, classe 2001, sbarcata a Formello nel 2023 dal Midtjylland e costretta a sgomitare per ritagliarsi spazio anche per via della concorrenza con Matteo Cancellieri, arrivava da un’estate complicata: il 1º luglio 2026 si è sottoposto a Monaco di Baviera a un intervento per ernia bilaterale. Il gol al Monza non è il punto d’arrivo, ma una risposta concreta sul campo. Già nella stagione 2025/26 figurava tra i migliori marcatori della rosa con 5 reti, al pari di Noslin e Pedro; la sfida attuale è trasformare gli acuti in continuità.

La ciliegina sull’incontro porta la firma di Andrea Pinamonti, arrivato in biancoceleste nell’estate 2026 a titolo definitivo dal Sassuolo. Cresciuto nelle giovanili di Chievo e Inter, il centravanti trentino vanta un percorso solido in Serie A con Frosinone, Genoa, Empoli e Sassuolo, con cui nel 2025/26 ha collezionato 36 presenze, 9 gol e 3 assist. Inserito nella ripresa, gli sono bastati 16 minuti per trovare la rete e centrare lo specchio, segno di un’immediatezza rara. La scelta della maglia numero nove delinea un’identità limpida: la sua capacità di incidere a gara in corso offre alla Lazio un’alternativa tattica di primo piano, scongiurando la dipendenza da un’unica soluzione.

L’eccellente partenza biancoceleste trae linfa anche dagli inserimenti del centrocampo: nelle prime due uscite contro Bologna e Genoa era stato Davide Frattesi a decidere, eguagliando una statistica storica che, nell’era dei tre punti, condivide soltanto con Juan Sebastián Verón e Demetrio Albertini.

Rispetto alla scorsa stagione, chiusa al 9º posto con 46 gol fatti e 46 subiti in 43 gare complessive, la squadra mostra un ventaglio di soluzioni più ampio e una distribuzione del gol molto più fluida. I prossimi esami contro Juventus (18 ottobre), Parma (24 ottobre) e Sassuolo (27 ottobre) diranno se questo attacco cooperativo saprà consolidare la propria continuità al vertice.