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Caso Juve-Ronaldo, l'ultimo atto: cosa può decidere davvero la Cassazione
Dall'inammissibilità dell'impugnazione all'accoglimento con rinvio, tutti gli sbocchi del procedimento giudiziario
La disputa giudiziaria ed economica tra la Juventus e Cristiano Ronaldo entra in una fase cruciale, in attesa della fissazione dell’udienza dinanzi alla Corte di Cassazione. Il club bianconero ha notificato il ricorso il 27 marzo 2026, impugnando la decisione con cui, nel gennaio dello stesso anno, il Tribunale di Torino (sezione Lavoro) aveva respinto l’azione volta ad annullare il lodo arbitrale favorevole al fuoriclasse portoghese.
Come emerge dalla relazione di bilancio 2025-2026, l’approdo in Suprema Corte rappresenta lo sviluppo formale di un percorso avviato in primavera, e non l’apertura di una nuova vertenza sugli stipendi. Le origini del contenzioso risalgono alla domanda arbitrale notificata da Ronaldo il 19 giugno 2023, collegata agli accordi della seconda “manovra stipendi” relativi alla stagione 2020-2021.
In quella sede l’ex attaccante aveva avanzato una richiesta pari a 19.548.333,33 euro su basi giuridiche alternative. Il 17 aprile 2024, il collegio arbitrale, a maggioranza, ha accolto l’istanza solo in via subordinata, riconoscendo una responsabilità precontrattuale della Juventus per il fallimento della trattativa e condannando la società al pagamento di circa 9,8 milioni di euro, oltre a rivalutazione e interessi.
La Juventus ha quindi impugnato il lodo il 26 settembre 2024 davanti al Tribunale di Torino. La pronuncia di rigetto emessa nel gennaio 2026 si è limitata a verificare i vizi formali dedotti, senza riaprire il merito. Trattandosi di arbitrato irrituale l’annullamento è consentito solo in presenza di specifiche irregolarità — ad esempio nella convenzione arbitrale, nella nomina degli arbitri o per violazione del contraddittorio —, restando esclusa ogni rivalutazione dell’opportunità economica della decisione.
Nel giudizio di legittimità, la Cassazione non riesaminerà le prove né l’equilibrio finanziario della trattativa. La Corte verificherà esclusivamente eventuali violazioni di legge o l’omesso esame di fatti storici decisivi.
Che cosa può accadere ora? Gli esiti ipotizzabili sono tre. Il rigetto o inammissibilità: se il ricorso venisse dichiarato inammissibile, improcedibile o respinto, resterebbe confermata la sentenza del Tribunale di Torino, con consolidamento della decisione impugnata. C'è l'ipotesi dell'accoglimento con rinvio: qualora venisse riscontrato un vizio di diritto, la Cassazione potrebbe annullare la sentenza e rinviare la causa a un diverso giudice per correggere l’errore. In tal caso non vi sarebbe annullamento automatico del lodo, né obbligo immediato di restituzione da parte di Ronaldo. La terza ipotesi è la decisione diretta senza rinvio: la Corte potrebbe pronunciarsi nel merito qualora non occorrano ulteriori accertamenti di fatto, oppure limitarsi a correggere la motivazione lasciando invariato il dispositivo.
Sul fronte economico-contabile, la Juventus ha precisato di aver integralmente recepito gli effetti del lodo già dal bilancio 2023-2024, escludendo impatti negativi sui conti presenti o prospettici. È stato inoltre ricostruito, nel gennaio 2026, che il pagamento in favore del calciatore era stato effettuato nel 2024. Un’eventuale iniziativa per il recupero delle somme potrà essere valutata solo a fronte di una pronuncia favorevole e in relazione al suo contenuto dispositivo. Ad oggi, Cristiano Ronaldo mantiene i 9,8 milioni già incassati, mentre la società bianconera attende a Roma il calendario dell’udienza per far valere le proprie ragioni davanti alla Suprema Corte.