la svolta
Il Mondiale di Formula Uno torna in Africa dopo oltre trent'anni: intesa ufficiale per un Gp in Ruanda
Dal trionfo di Prost a Kyalami nel 1993 al nuovo autodromo di Bugesera per intercettare oltre cento milioni di appassionati
La Formula 1 interrompe un’assenza dal continente africano durata oltre tre decenni e annuncia il proprio rientro in Africa. A Kigali, il presidente della Repubblica del Ruanda Paul Kagame, l’amministratore delegato della Formula 1 Stefano Domenicali e il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem hanno firmato un accordo decennale per l’organizzazione del Formula 1 African Grand Prix, presented by Visit Rwanda. La gara si terrà nel distretto di Bugesera, ma il via effettivo è previsto soltanto nei primi anni del prossimo decennio, dopo il completamento dell’autodromo e l’ottenimento dell’omologazione sportiva.
L’ultima tappa del Mondiale disputata in Africa risale al 14 marzo 1993, quando Alain Prost prevalse a Kyalami, in Sudafrica, davanti ad Ayrton Senna e Mark Blundell. Da allora sono trascorsi 33 anni, destinati a diventare circa 37 qualora il nuovo impianto debuttasse nel 2030. Con il suo ingresso in calendario, il Ruanda diventerebbe il terzo Paese africano ad aver ospitato una prova iridata, dopo Sudafrica e Marocco, che accolse il Gran Premio a Casablanca nel 1958. L’interesse per un appuntamento africano è avallato dai dati del campionato: sul continente si stimano oltre 100 milioni di appassionati, con quasi il 60% della popolazione interessata sotto i 35 anni nei principali mercati dell’Africa subsahariana.
Il progetto ha raccolto un vasto sostegno all’interno del paddock, trainato dal pluricampione Lewis Hamilton e condiviso da piloti come Max Verstappen e George Russell. La candidatura ruandese era stata formalizzata da Kagame il 13 dicembre di due anni fa, dando avvio a una trattativa poi sfociata nell’intesa ufficiale del 2026.
La sede prescelta è il distretto di Bugesera, nella Provincia Orientale, circa 40 chilometri a sud della capitale. L’autodromo sorgerà a ridosso del nuovo aeroporto internazionale, infrastruttura finanziata tramite una partnership attivata nel 2019 tra il governo ruandese (40%) e Qatar Airways (60%). La progettazione della pista è stata affidata alla collaborazione tra WurzDesign, guidata dall’ex pilota Alex Wurz, e lo studio Tilke Engineers and Architects. Le prime ipotesi delineano un layout antiorario di circa sei chilometri, 17 curve e marcate variazioni altimetriche, studiate per valorizzare i dislivelli naturali del terreno.
La sottoscrizione commerciale, tuttavia, non equivale a un’autorizzazione a correre. L’impianto dovrà ottenere la licenza FIA Grade 1, superando le rigorose procedure previste dall’Appendice O del Codice sportivo internazionale in materia di barriere di sicurezza, reti di protezione e sistemi luminosi. Un hub polivalente tra ambizioni sportive e criticità politiche Gestito tramite il Rwanda Development Board, il complesso di Bugesera è concepito come un’infrastruttura multifunzionale, capace di ospitare congressi, eventi motoristici minori e manifestazioni culturali durante tutto l’anno.