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Catania, Lucarelli manager alla Ferguson

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Catania, Lucarelli manager alla Ferguson

Di Giovanni Finocchiaro

Catania. Il paragone non piacerà e neanche regge. Ma dà l’idea del ruolo che Cristiano Lucarelli si è ritagliato, anche suo malgrado, nel Catania di oggi. Ed è un Lucarelli alla Ferguson che è stato il mito del Manchester United.

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Allenatore manager. Intanto è l’unico della società che sta mettendo volto e parole prima e dopo le partite. Escludiamo ovviamente i giocatori che commentano le sfide al termine delle gare. Il suo atteggiamento nei confronti di Di Piazza è stato chiaro, spietato, ma anche gradito da una parte della tifoseria. Lucarelli ha detto chiaro e tondo che cosa pensa. E non è da tutti.

Altro atteggiamento che non è tipico dell’allenatore standard: il mercato. Lucarelli, con l’avallo del club, sta interpellando personalmente alcuni giocatori per convincerli a vestire il rossazzurro per migliorare la qualità dell’organico. Sta dialogando, Cristiano, con il Livorno per avere Murilo.

E in partita? Il litigio con la panchina del Potenza, in modo particolare con il patron Caiata ha esaltato il pubblico e in qualche modo indirizzato il finale del match, quando il Catania ha attaccato per arrivare al gol del 2-1. Un tentativo con uomini subentrati dalla panchina: Sarno, l’esordiente Curcio tra tutti. Insomma, Lucarelli ha rivoluzionato mentalmente il Catania.

Che poi la squadra non abbia vinto è un dato di fatto, ma il tentativo di un uomo solo - perchè se c’è qualcuno che ha un minimo di credito agli occhi della gente, questo è l’allenatore - nei confronti di una piazza giustamente arrabbiata per i risultati che non arrivano, più che mai incavolata per la situazione societaria che potrebbe portare a una cessione auspicata da più e più parti anche da chi non frequenta più lo stadio da tempo, in aperto conflitto con l’attuale gestione.

Lucarelli ha pieni poteri, ma il suo è uno slancio di generosità dovuto al suo modo di essere. «Sono un sentimentale del calcio» ha spesso sottolineato. E dice sempre le cose come stanno, anche a costo di farsi nemici in casa. Con Di Piazza ha litigato, anzi non parla più al giocatore, ai tifosi ha da un lato porto l’altra guancia, dall’altro ha chiesto di tornare allo stadio quanto meno per incitare la squadra, distinguendo l’idea che c’è nei confronti del club rispetto alla partita di calcio.

Lucarelli sa, in cuor suo, che il distacco dei tifosi dal club è insanabile e che difficilmente i ragazzi delle curve torneranno al Massimino. In ogni caso, da romantico del calcio, Lucarelli spera ancora in un ripensamento e continuerà a lavorare preparando, pere esempio, un match difficilissimo contro l’Avellino nella speranza di acciuffare una vittoria importante per il morale della squadra, di chi ha deciso di rimanere e di chi è arrivato da poco. E nella speranza, anche, che al di là della Coppa Italia il Catania possa risalire in classifica.

Non è un momento semplice per la vita del gruppo rossazzurro. Che ha limiti evidenti, ma che contro il Potenza ha sofferto e ci ha messo l’anima per vincere, senza riuscirci.

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