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Il Consiglio di Stato: «Fu giusto non ripescare il Catania in serie B»

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Il Consiglio di Stato: «Fu giusto non ripescare il Catania in serie B»

Di Redazione

Con sentenze nn. 1362, 1367, 1369 e 1370 del 2020, il Consiglio di Stato ha definitivamente respinto le cause  relative al mancato ripescaggio in Serie B di Catania, Pro Vercelli, Novara, Siena e Ternana (stagione 2018/2019). “Oggi si può quindi affermare che il Presidente Balata ben operò quando, per mettere al riparo il Campionato di B 2018- 2019 da un andirivieni di cause contrapposte, decise (assieme al Commissario Fabbricini) che esso dovesse essere giocato da 19 squadre, ossia soltanto da quelle che avevano acquisito il relativo diritto sul campo”.

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Lo hanno affermato i legali Avilio Presutti e Marco Laudani che rappresentano la Lega di B.
“Nettissima sul punto è la motivazione delle sentenze: l'organizzazione del campionato (come gli avvocati Laudani e Presutti avevano sostenuto in tutti i gradi del lungo contenzioso) è rimessa ad una scelta discrezionale il cui criterio guida è l’ordinato svolgimento della competizione e che non può essere compromessa da una mera aspettativa dei singoli all’eventuale ripescaggio”, spiegano i legali.

“Le anzidette società si sono pertanto viste respingere le richieste di risarcimento milionarie avanzate e sono state altresì condannate alla refusione delle spese legali in favore della Lega di Serie B e delle altre parti resistenti”, hanno concluso i legali.

«In termini di principio, non risulta configurabile un diritto, tutelabile in giustizia, al 'ripescaggiò da parte delle società sportive non facenti parte dell’organico di Campionato per risultati acquisiti sul campo» ha scritto il Consiglio di Stato secondo cui «l'ampiezza dei poteri conferiti al commissario consentiva allo stesso di adottare i provvedimenti» contestati dalle società. «La decisione del Commissario di definire una volta per tutte la composizione del campionati 2018/19 nell’imminenza del suo inizio non appariva, anche in ragione di un’immanente ragione di effettività e tempestività delle manifestazioni sportive organizzate in campionati, illogica né abnorme, ma coerente con l'obiettivo di razionalmente assicurare la buona amministrazione dell’attività», ha sottolineato il Collegio. 

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