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Liliana Pizzo, il ricordo in una ex giocatrice: o l'amavi o la odiavi, ma l'ammiravi sempre

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Liliana Pizzo, il ricordo di un'ex giocatrice: o l'amavi o la odiavi, ma l'ammiravi sempre

Di Redazione

Immagino lo schieramento dei Santi. Tu mettiti qui, tu qui. Ma come palleggi? Fanne 1000 al muro e se la palla cade ricomincia d'accapo.

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La immagino in panchina, la "vedo" in panchina, la "vedo"  in trasferta mentre sta attenta che le sue ragazze non mangino nemmeno una caramella. Il terrore. Eravamo terrorizzate perché la Signora Pizzo aveva una sola linea: lavorare sodo per raggiungere l'obiettivo. Poi, dopo l'allenamento diventava una madre, un'amica, ma sempre con la divisione netta dei ruoli.  Ha allenato, spronato, aiutato orde di giovani. Le ha fatte diventare donne, senza paura, l'avversario era un nemico da sconfiggere non solo con la forza ma con l'arguzia, con la voglia di vincere. O l'amavi o l'odiavi la "Signora Pizzo, la "Signora" per antonomasia.  Non c'erano vie di mezzo ma l'ammiravi sempre anche quando ti faceva piangere perché non mettevi bene le mani per  un muro. Le falangi ancora gonfie sono  una prova tangibile che no, non le mettevi bene le mani.

Non si nasce campionesse e nel mio caso neanche lo si diventa ma c'è la passione, l'amore per lo sport che ti forgia e la tenacia, una volta imparata te la porti per tutta la vita.

Siamo in tante a dover dire grazie alla Signora Pizzo. Non per quello che ci ha fatto vincere ma perché ci ha insegnato che nella vita si può anche perdere ma c'è sempre la partita di ritorno o un nuovo campionato. Mai cedere. Mai. Bisogna sempre sorridere anche a denti stretti. Mai far vedere la sofferenza, al limite l'arrabbiatura sì.

Una volta raccontò di aver incontrato il marito per caso.  Un incontro assolutamente fortuito e se non ci fosse stato la vita di tantissime persone sarebbe state diversa. Perché le cose cambiano in un attimo - disse con la consapevolezza e il sereno distacco che la connotava -. 

Un po' di anni fa le ragazze della mitica Pallavolo Sicilia giocammo una partita per ricordare un anniversario. Già mature e parzialmente anchilosate,  scendemmo in campo per quella che avrebbe dovuto essere una partitella, un momento ludico per rivedersi. Ci rimproverò a turno perché ridevamo, perché non ci impegnavamo abbastanza. Ecco, per me questa era la signora  Pizzo: la serietà e l'impegno sempre e comunque. I Santi diventeranno campioni.

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