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Calcio Catania, intervista col dg Pellegrigno: «Ecco la squadra che voglio»

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Calcio Catania, intervista col dg Pellegrigno: «Ecco la squadra che voglio»

Di Giovanni Finocchiaro

CATANIA - Il primo giorno da direttore dell’area sportiva è intenso per Maurizio Pellegrino. I tifosi vogliono sapere novità e mille altre cose che s’agitano attorno al Catania.

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L’allenatore, intanto. Raffaele arriverà?

«Aspetto notizie (forse entro le prossime 24 ore, ndr)».

Sono emersi nomi alternativi: Dal Canto e Oscar Brevi.

«Il primo lo conosco bene, Brevi è un ottimo tecnico. Ma c'è solo un interesse verso Raffaele».

Quando e se si libererà dal Potenza firmerà un biennale?

«Affronteremo idee e progetti quando e se...»

Si è accennato all’arrivo di un diesse.

«Ogni passo con tempi e modi giusti. Prima bisogna organizzare la base dell’attività senza affollamenti. Tra un mese aggiungeremo anche questa figura».

Ritiro a Torre del Grifo. Quando?

«Dal 18 agosto al 23 settembre».

Sarà consentito l’accesso al pubblico per gli allenamenti?

«Ci piacerebbe, ma aspettiamo le indicazioni di sicurezza. Aprirei le porte sempre. Anche durante il campionato. La città deve stare vicina alla squadra».

Avete ereditato 22 contratti di calciatori reduci dall’ultima stagione. In che modo vi state orientando?

«Prima di capire chi resta o chi no, ufficializziamo l'allenatore. Si discuterà con lui».

Non neghi che si tratta di una situazione complicata.

«Ci hanno lasciato un patrimonio tecnico da valutare attentamente».

Risposta diplomatica.

«Allora dico che ci sono contratti altissimi, non adatti alla categoria, che rischiano di condizionare il mercato. Si deve agire e lavorare per arrivare a un equilibrio che possa garantire libertà di azione».

Però torneranno Pecorino e Distefano da Milan e Lazio.

«Non abbiamo avuto nessuna proposta di riscatto. Li consideriamo per la prima squadra al pari di Arena (Acireale)».

Lescano, 11 gol a Lentini, è svincolato.

«Buon giocatore (ma abbiamo 22 tesserati)».

Biagianti potrebbe restare un altro anno come bandiera rossazzurra?

«Abbiamo parlato e io e lui sappiamo quale sarà la soluzione. Rappresenta la maglia, e per me è importante».

Oggi il Catania ha 22 giocatori, dicevamo. La difesa in che modo la giudica?

«Con atleti del calibro di Calapai, Silvestre, Mbende e Pinto può garantire affidabilità. Ma, ripeto...»

Dipende dalle scelte dell’allenatore.

«Esatto».

Il centrocampo?

«Bisogna migliorare in tema di dinamicità e vitalità».

Attacco da rifondare.

«Torna Pecorino e rafforzeremo il reparto con altri giocatori».

Due centrali e due esterni?

«Quando lo presenteremo lo chiederete al tecnico».

L’obiettivo stagionale?

«Incastrare giovani bravi e gente esperta abbassando l'età media».

La domanda era più diretta: il Catania può correre per vincere il campionato?

«Vorrei presentare una squadra che possa divertire giocando a calcio, rappresentando ciò che abbiamo vissuto per anni: una lotta gara dopo gara».

Sarà il campionato più difficile degli ultimi anni visto l'organico del girone meridionale.

«Procediamo passo dopo passo. Però la squadra sarà competitiva e deve stuzzicare l'attenzione del pubblico. Serviranno umiltà e mentalità».

Il vivaio, adesso. Lei ha lavorato nel settore giovanile rossazzurro. Che idea di base avete?

«Si procederà a una rifondazione completa, partendo dalle basi. Sarà un progetto a lungo termine che riguarda sia il vivaio che la scuola calcio».

Quale sarà il primo passo?

«Partiremo da un progetto tecnico che deve essere garanzia di crescita graduale e di investimento preciso. Sa quanto tengo al lavoro del vivaio».

L’apice del settore è già individuato?

«Nomineremo presto un responsabile del vivaio e un responsabile tecnico. Ogni profilo per aspetti meritocratici».

Ci saranno ex rossazzurri ad allenare i ragazzi?

«Non lo so, ma sugli ex ho un’idea che sto sviluppando».

Ce la anticipi.

«Ci piacerebbe portarli allo stadio come ospiti e anche a Torre del Grifo. La storia non si dimentica. Molti protagonisti degli anni passati sono stati, invece, “trascurati”».

Campagna abbonamenti.

«Stiamo perfezionando anche questo, ma...»

Continui.

«La società, la squadra, la città più penalizzata in questo momento è Catania. La risposta della gente mai come adesso è stata all’insegna dell’entusiasmo. Ma dobbiamo aspettare le soluzioni della Lega per fare entrare il pubblico allo stadio nel rispetto delle regole».

Un cenno ai lavoratori del Village che aspettano risposte.

«Il presidente Nicolosi ha detto che la prima intenzione è di salvaguardare i posti di lavoro: è un desiderio di tutta la società».

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