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Raffaele, il più zemaniano dei tecnici isolani: quando schierava “Altafini”

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Raffaele, il più zemaniano dei tecnici isolani: quando schierava “Altafini”

Di Giovanni Finocchiaro

TORRE DEL GRIFO - La vigilia di Potenza-Catania di due stagioni fa. Rossazzurri blindatissimi, nessuno incaricato di parlare, partenza in sordina verso la Lucania per preparare un match complicato. A Potenza il venerdì sera c’era una trasmissione sportiva (“Potenza rossoblù” condotta Alfonso Pecoraro e Sandro Maiorella) che presentava l’evento. Peppe Raffaele era, lì, in studio, ospite d’onore. Impensabile che un allenatore vada in tv a 24 ore o poco più da un super match. Ma Raffaele, persona serena che dispensava ottimismo, era fatto così. Non si negava all’ambiente. «Sono sereno - ci raccontò fuori onda dopo un nostro intervento durante il quale tessemmo le lodi dell’allenatore, ignari che fosse presente - il lavoro in settimana l’ho portato avanti senza problemi. Oggi vado in tv per rispetto dei tifosi e della piazza. Poi una bella dormita e domani ci vediamo allo stadio. Senza stress, senza isterismi. Viva il calcio pulito».

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Sereno da spiazzare chiunque, Peppe Raffaele. Calma olimpica e grande lavoro sul campo. Pensate al quarantenne Franca, detto “Altafini” (5 gol segnati, quattro dei quali decisivi dopo uno stop di quattro mesi. Ma anche 12 nella stagione precedente) che gli ha risolto, in due anni, tante gare equilibrate. Raffaele lo ha gestito magnificamente: 20 minuti nel finale arroventato e il senatore rispondeva a suon di gol. E i ragazzini? Catapultati in campo, non certo all’arrembaggio.

Le sue squadre corrono. Eccome. Lo sa Kevin Biondi che a Barcellona Pozzo di Gotto, nell’Igea, ha giocato dappertutto: esterno di centrocampo, attaccante, mediano. Raffaele gli ha fatto fare di tutto e a ragion veduta.

Forse il nuovo allenatore del Catania è il più zemaniano tra gli emergenti della Serie C. Gioco aggressivo, corsa a mai finire, ma anche il giusto equilibrio nella fase difensiva. Con Raffaele si vola? Si corre, questo sì. Il Potenza ha disputato due stagioni da grande star: un quarto e un quinto posto al termine della stagione regolare, poi gli spareggi. E con un bilancio davvero limitato, 900 mila euro per tutto il parco giocatori, Raffaele ha fatto di tutto, ben supportato dal presidente Caiata e dal direttore generale Flammia.

Originario di Barcellona, residente a Gliaca di Piraino, ha vinto i campionati di Eccellenza con Orlandina e Igea, ha tenuto un’imbattibilità di 1000 minuti con l’Igea. C’è una statistica, nel Potenza, che riassume un suo pregio tattico: fino a novembre, prima della pandemia, il Potenza aveva la miglior difesa d’Europa (11 gol beccati), insieme con il Liverpool, Wolfsburg, Athletic Bilbao e Psg.

In Italia, nel 2019, vantava la migliore difesa di tutti i campionati professionistici con solo due reti subite. Delle mirabolanti avventure del Potenza parlò tutt’Italia.

Imprese con l’Igea

(Enzo Lo Presti) Giuseppe Raffaele con l’Igea ha conseguito brillanti risultati e vanta trascorsi pure da giocatore . Da allenatore, tra i dilettanti ha guidato l'Orlandina (in D) ed in eccellena il Due Torri e l'Akragas. Raffaele arriva all’Igea di Eccellenza nel dicembre 2014 (subentra), chiude al terzo posto (senza play off), nel 2015-16) vince il campionato con 67 punti. (13 vittorie in casa, due soli ko in tutta l’annata). Nel 2016-17 in D si piazza quarto, ai play off viene eliminato in semifinale dalla Cavese (0-0) meglio piazzata. In quella stagione è campione d’inverno. In casa perde una sola volta. Nel 2017-18, quinto posto in D. Ai playoff supera in semifinale il Troina ed Ercolanese.

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