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Marco Biagianti lascia il calcio ma accusa: «Il club non è stato sincero con me»

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Marco Biagianti lascia il calcio ma accusa: «Il club non è stato sincero con me»

Di Redazione

Marco Biagianti lascia il calcio dopo che il Catania ha chiuso la porta al calciatore considerandolo fuori dal progetto tecnico del nuovo corso. A Aci Castello il capitano rossazzurro ha organizzato una conferenza stampa per dire le sue verità. Ecco la lettera che, emozionato più che mai, ha letto per ringraziare tifosi, compagni, stampa e istituzioni.

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"Sono sempre stato un bambino sognatore, uno che crede sempre alle persone anche se poi finisce per rimetterci. Questi miei sogni sono diventati una favola bellissima, legata a questa città e a questi colori che sono diventati il mio ossigeno, la mia vita. Di Catania amo i sapori, gli odori, i contrasti, i vizi e le virtù. Nel tempo ho capito che Catania era diversa e si è creato un legame profondo. Qui ho fatto le cose migliori della mia vita. Come calciatore, e poi come uomo. Ho creato la mia famiglia a Catania, qui sono nati i miei figli e per tutte queste cose sono grato a questa terra e qui mi sentirò sempre a casa. Durante questa mia favola diventata realtà, ho sempre creduto fortemente. Creduto in tutto ciò che ho fatto, creduto nella gente, creduto nelle promesse. Non c'è scritto da nessuna parte che Marco Biagianti debba firmare per forza con il Catania, ed è assolutamente normale che l'allenatore o la società possano preferire un altro tipo di giocatore. Sarebbe stato molto triste ma assolutamente accettabile se fosse andata così. Purtroppo però così non è andata e comprendere questa situazione diventa veramente difficile. Non si possono trascurare i sentimenti ed i percorsi di vita di un essere umano, sia esso Marco Biagianti sia esso l'ultimo dei calciatori di passaggio. Non è mai stata una questione di soldi, lo sapete benissimo".

(Il video è di  Luca Distefano)

"Ho solo chiesto chiarezza, e sincerità. Sono in contatto con Maurizio da mesi, mi ha cercato più volte, ed io ho sempre risposto presente, anche per consigli sulla composizione della rosa. Sin da subito mi è stato detto che facevo parte del progetto, mi è stato chiesto cosa volessi fare ed io ho sempre risposto di voler giocare ancora un altro anno. Lui mi ha assicurato che non ci sarebbero stati problemi, che sarebbe stata solo questione di tempo. I ragazzi erano in ritiro ed io mi allenavo da solo, e ogni giorno che passava per me era un'attesa lunghissima che mi ha fatto provare rabbia. Sono rimasto in silenzio, senza fare nessuna polemica. Dopo aver letto la notizia dell'acquisto di due nuovi centrocampisti ho preso il telefono e ho chiamato Maurizio, chiedendogli ancora una volta, con forza, quale fosse il mio futuro. Poi altri giorni di vuoto, ed una dichiarazione abbastanza chiara: 'Va salvata la storia del Catania e non quelle personali"...come se la mia storia personale non fosse sempre stata a vantaggio ed a favore del Catania. A quel punto ho capito che era arrivato il momento giusto per parlare alla mia città. Se mi fosse stato detto "sei fuori" sarei stato male, ma avrei apprezzato la sincerità. Oggi metto io un punto e lo faccio per rispetto della mia famiglia, di chi mi vuole bene e di me stesso. Sono passati 13 anni da quando sono arrivato. Siamo cresciuti insieme. Grazie al Catania ho fatto una carriera bellissima, ho realizzato il sogno di tanti bambini. Semplicemente non avrei voluto che finisse così. Mi sarebbe piaciuto combattere ancora per questi colori, anche perché sono convinto che avrei potuto dare il mio contributo in campo e fuori e chiudere con un bel saluto tra me ed i tifosi, anzi amici perché in fin dei conti posso chiamarli così dopo tutti questi anni. Conosco ogni settore, li salutavo uno per uno a fine partita. Abbiamo gioito insieme, a volte anche anche litigato, ma ogni volta dopo un lungo abbraccio, ci siamo sempre rimessi a combattere insieme per questi colori. Un anno fa ero fuori rosa. E' stato un anno difficilissimo: una società sull'orlo del fallimento, un anno intero con la pubalgia a fare punture pur di giocare, poi il coronavirus e le ultime partite senza poter nemmeno salutare il pubblico. I tanti messaggi che ho ricevuto e l'amore e la stima che tutti mi avete dimostrato, specialmente in queste ultime settimane, valgono più di qualsiasi contratto. Mi sento un uomo fortunato. Oggi se decido di chiudere con il calcio, lo faccio a malincuore perché avrei voluto continuare a giocare: ho rifiutato anche qualche offerta ma se non posso più giocare con questa maglia, non sento più il bisogno di andare avanti. Il rispetto per questo club e per questi tifosi è troppo grande, e spero che questo possa essere anche un messaggio per i più giovani che iniziano a giocare: se trovate una squadra per cui sentite qualcosa di speciale, amatela fino in fondo, anche a costo di rinunciare a qualcosa. Ringrazio di cuore mia mamma, le mie sorelle, mia moglie Martina ed i miei figli, che mi sono stati accanto in questo lungo percorso. Ringrazio di cuore tutti i miei compagni di squadra, dalla Fiorentina passando per Fano, Chieti, Vasto, Livorno e Catania, gli allenatori, le società, i medici, i magazzinieri, i massaggiatori, tutti voi giornalisti, e tutte le persone che hanno lavorato con me e per me. Da tifoso ringrazio la SIGI per aver salvato il Calcio Catania, e faccio un grande in bocca al lupo ai ragazzi per la stagione che sta per iniziare. Buon Compleanno Calcio Catania, Ti amo e ti amerò per tutta la mia vita."

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