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Bufera sulla serie D: calcio scommesse e partite vendute, coinvolte anche Troina, Acireale, Licata e Marsala

Di Redazione

La richiesta di rinvio a giudizio, presentata lo scorso 3 febbraio dalla Procura di Enna su indagini della locale squadra mobile e il nucleo di polizia dei giochi e della scommesse dello Sco di Roma, riguarda partite del Troina, società che ha tre indagati: il direttore sportivo Silvestro Dario Dell’Arte, il secondo allenatore Giovanni Ciadamidaro e il portiere Daniel Serenari.

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ECCO I NOMI DEI COINVOLTI E LE PARTITE TRUCCATE

Chiesto il rinvio a giudizio anche dello "sponsor" principale del club: Giovanni Alì. Gli altri indagati sono: il presidente del Corigliano, Mauro Nucaro, e una persona indicata come "a lui vicina", Orazio Acri; il presidente del Rotonda, Francesco Giuseppe Bruno, e suo figlio Vincenzo.

Secondo l’accusa, il presidente del Rotonda, Bruno, avrebbe offerto al direttore sportivo del Troina, Dell’Arte, 34.700 euro per ottenere la vittoria della gara giocata nell’Ennese il 3 febbraio del 2019. Successo arrivato con un 3-0 a tavolino, contesta la Procura, dopo che il secondo allenatore dei siciliani, Ciadamidaro, che era in panchina, commise un errore tecnico nella sostituzione di un giocatore violando la regola degli under.

La prova dell’accordo, è sostenuto nella richiesta di rinvio a giudizio, è in un bonifico bancario inviato a Dell’Arte. Al portiere Serenari è contestata una scommessa da 50 euro sul risultato di Acireale-Troina, del 22 settembre del 2019, finito 4-2, determinato, sostiene la Procura, grazie a «una serie di errori grossolani commessi volontariamente» dal calciatore. La giocata fatta in un’agenzia di Siracusa gli avrebbero fatto incassare 2.900 euro.

A Dell’Arte è contestato anche un intervento sulla partita Troina-Marina di Ragusa, del 16 febbraio del 2020, prima della quale avrebbe offerto all’altra squadra la possibilità di potere combinare l’incontro. Un tentativo di combine ci sarebbe stato anche per Corigliano-Troina, dell’8 gennaio del 2020, ma saltò perché, è la tesi dell’accusa, «Alì riteneva il prezzo offerto da Nucaro troppo basso». La richiesta di rinvio a giudizio è stata firmata dal procuratore Massimo Palmeri e dal sostituto Domenico Cattano. 

Coinvolti nella vicenda anche tesserati di Acireale, San Tommaso, Gela, Licata, Rotonda, Alcamo e Marsala. Tutti gli atti dell’indagine sono stati trasmessi anche alla procura federale della Federcalcio guidata da Giuseppe Chinè in modo da appurare eventuali responsabilità e sanzionare sportivamente le società e soggetti che si siano resi colpevoli di condotte non conformi al regolamento.

«Spero nel lavoro della giustizia sportiva e mi auguro che faccia luce su tutte le responsabilità, individuando e punendo duramente, se ci sono, i colpevoli di tali episodi» ha dichiarato all’Italpress il presidente del comitato regione Sicilia della LND, Sandro Morgana, commentando la decisione della Procura di Enna che ha chiesto il rinvio a giudizio per frode sportiva per otto persone fra dirigenti, allenatori e giocatori di diverse squadre siciliane che nella scorsa stagione militavano nel girone I del campionato di Serie D. 

«Fermo restando che quando c'è un processo ognuno andrà a difendere le proprie posizioni, è ovvio che questi fatti sono molto gravi - ha sottolineato Morgana -. Per quanto mi riguarda li condanno fermamente e duramente, ribadendo il concetto che legalità, trasparenza ed etica devono costituire una precondizione per l’accesso. Persone che devono frequentare il nostro ambiente devono essere ineccepibili. Mi rendo conto che questa cosa getta discredito sull'ambiente - ha concluso il presidente della LND Sicilia - ma d’altra parte, il fatto che la procura federale intervenga per debellare questo fenomeno inquietante, credo sia utile a dare fiducia all’ambiente, nel senso che noi controlliamo con grande attenzione e quando si ha notizia di episodi del genere si interviene con tutta la propria possibilità decisionale». 

L’Asd Città di Acireale 1946, in una nota, si dichiara intanto «totalmente estranea» all’indagine della Procura federale Figc su presunti illeciti riferiti ad alcune partite del campionato di Serie D nelle scorse stagioni sportive e «ciò verrà dimostrato nelle sedi competenti qualora venisse formalizzata una contestazione nei propri confronti». «La società - prosegue la nota - è, altresì, certa che anche i dirigenti acesi che dovessero essere coinvolti saranno in grado di dimostrare la personale estraneità agli addebiti disciplinari».

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