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Playoff Serie C, Catania e Foggia in campo al Massimino: gara da dentro o fuori

Di Giovanni Finocchiaro

CATANIA -  Cos'è meglio? Cominciare a vivere un sogno, pur impossibile, o stare a guardare? I play off per il Catania sono un'oasi nella quale rinchiudersi più a lungo possibile per allontanare i cattivi pensieri che maturano ogni giorno di più all'esterno per la trattativa Sigi-Tacopina, ormai sempre più complicata.

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Ma per una domenica è possibile isolarsi e pensare al pallone? I giocatori e Baldini devono farlo. Vogliono farlo. I tifosi feriti nell'orgoglio, delusi, arrabbiati, proveranno. La distanza tra spalti e il divano di casa più che mai stasera diventerà abissale perchè siamo sicuri che per appartenenza, storia, amore per la maglia oggi lo stadio sarebbe stato stracolmo come ai tempi della Serie A.

E' “solo” un play off di C, ma il momento storico che vive il Catania è delicato, al limite del surreale. E, allora, che cosa resta da fare? Sostenere una squadra che gioca. La propria. Catania-Foggia è il primo atto della seconda fase e la squadra di Baldini arriva all'appuntamento con un carico di autostima guadagnata negli ultimi tempi con vittorie e prestazioni di livello. Questo incoraggia a sperare in 90 minuti di lotta. Anche durissima, perchè la C non concede sconti. La C in cui si decide di discutere il ricorso per il -2 dopo la fine del campionato. La C che viene spazzata via dalla Coppa Italia Vip per un gioco di potere tra Leghe vergognoso e settario. Tutto il sistema calcio meriterebbe di essere spazzato in un sol colpo. Via dal Palazzo. Tutti. Giù dalla sedie, perchè avete dimostrato che certe decisioni vengono adottate anche per interessi personali. Un calcio marcio, che vive grazie agli accordi televisivi, ai fondi, alle esclusive strapagate. E chi sta in fondo viene calpestato. Fanno bene gli ultrà a rinnegare il calcio moderno perchè con le sfide d'un tempo non ha nulla a che vedere.

Catania-Foggia sia la partita dell'orgoglio, che sia solo il primo passo compiuto da una squadra costruita con due monetine, una quindicina di svincolati e un paio di prestiti secchi, una squadra con quattro giocatori più vicini alla soglia dei 40 anni ma che vuole dimostrare che esiste ancora la passione pura a discapito di tutto quel che circonda il sistema.

I due contendenti si conoscono a memoria. Si sono sfidati la settimana passata in campionato, oggi alle 17,30 lotteranno per qualcosa di più importante dei semplici tre punti. Catania incerottato (mancherà soprattutto Russotto), ma che recupera Sarao, Di Piazza, Welbeck, Giosa. Foggia che si riproporrà con una condizione mentale brillante e alimentata delle geometrie e dalla voglia di rivalsa di Curcio che ha già punito i rossazzurri allo Zaccheria con un gol e un assist, ma non ha vinto per via della rimonta firmata da Golfo.

Si gioca a porte chiuse, questo è il grande neo di una partita che, visto il momento storico, lo ripetiamo, avrebbe chiamato allo stadio tutta la città.

In casa pugliese gli assenti sono parecchi: gli infortunati Anelli, Aramini, Turi. Rientra Fumagalli. Nel Catania, come era prevedibile, tra i convocati non c'è - dicevamo - Russotto che non ha recuperato in tempo per mettersi a disposizione. Mancherà lo squalificato Albertini. Rientra Sarao al centro dell'attacco, Reginaldo è preferito a Goldo.

Ecco le formazioni ufficiali.

CATANIA: [4-3-3] Martinez, Calapai, Silvestri, Giosa, Pinto, Welbeck, Maldonado, Dall'Oglio, Piccolo, Sarao, Reginaldo.

FOGGIA: [3-5-2] Fumagalli, Salvi, Germinio, Del Prete, Kalombo, Vitale, Rocca, Garofalo, Di Jenno, Curcio, Balde.

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