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Notte in rosso, la più lunga eclissi di Luna a braccetto in cielo con Marte gigante

Di Giuseppe Sperlinga |

Il cielo di luglio dà spettacolo. In questo ultimo scorcio del mese, infatti, saranno visibili ben cinque pianeti (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno), la grande opposizione del pianeta Marte e, stasera, la più lunga eclissi totale di Luna del XXI secolo e, ciliegina sulla torta… astronomica, due luminosissimi passaggi della Stazione spaziale internazionale (Iss). Stasera saremo tutti col naso all’insù per assistere a un doppio spettacolo celeste: l’eclisse totale di Luna più lunga del secolo e la grande opposizione del pianeta Marte, due avvenimenti astronomici che pur non eccezionali sono assai attesi, soprattutto dagli appassionati del cielo. L’eclissi totale di Luna sarà visibile anche dall’Italia e ci regalerà uno spettacolo davvero unico, da ammirare sia a occhio nudo sia con il telescopio o il binocolo. L’eccezionalità del fenomeno consiste nel fatto che l’eclissi avrà la durata complessiva di tre ore e 55 minuti e il nostro satellite naturale impiegherà 103 minuti per transitare nel cono d’ombra che la Terra proietta dietro di sé nello spazio: un vero e proprio record che non si ripeterà per tutto il secolo!

Ma qual è il meccanismo di una eclissi lunare? In poco meno di un mese, la Luna descrive un’orbita ellittica intorno alla Terra e, insieme al nostro pianeta, si muove intorno al Sole. Per avvenire l’eclissi totale di Luna occorre che i tre protagonisti, Sole-Terra-Luna, siano allineati, cioè devono trovarsi sulla stessa retta. Questa possibilità potrà verificarsi soltanto quando il nostro argenteo satellite naturale si troverà nel cosiddetto “nodo di opposizione”, che è il punto d’intersezione del piano dell’orbita terrestre (l’eclittica) con quello lunare, perché i due piani orbitali non sono complanari, ma formano un angolo di appena cinque gradi, sufficienti però per far sì che le due orbite s’intersechino in due punti detti “nodi”. Quando la Luna si troverà a transitare per il nodo di opposizione si avrà l’allineamento Sole-Terra-Luna, con la Luna che si tufferà dapprima nel cono di penombra (con una attenuazione della luminosità lunare) e dopo in quello d’ombra dando luogo al fenomeno dell’eclissi totale lunare. È, questo, un fenomeno che procede con gradualità. La Luna dapprima inizia a entrare nel cono di penombra della Terra, mostrando così una lieve diminuzione della sua luminosità. Successivamente, il nostro satellite s’immerge nel cono d’ombra, che produrrà un marcato oscuramento sempre più esteso del disco lunare. Quando la Luna sarà completamente all’interno del cono d’ombra, allora avrà inizio la fase totale, che raggiungerà il suo momento massimo a metà del suo percorso. Quest’ultima fase rappresenta una sorta di giro di boa del fenomeno; poi, a poco a poco, l’eclissi mostrerà fasi speculari a quelle iniziali e avrà termine quando la Luna lascerà del tutto il cono di penombra per tornare a essere di nuovo illuminata dai raggi solari e mostrarsi nella fase di plenilunio. È durante la totalità che la Luna acquisisce una caratteristica e suggestiva colorazione ramata che la farà sogliare ad una grossa moneta rossastra. Tale fenomeno è dovuto al fatto che l’atmosfera terrestre assorbe la componente blu ma riflette verso la Luna quella rossa della radiazione elettromagnetica solare.

Una nota curiosa: quella che per noi terrestri è un’eclissi di Luna, agli ipotetici seleniti che osservano dal nostro satellite apparirebbe come un’eclissi di Sole con un’aureola rossastra tutt’intorno alla Terra per via della diffusione della radiazione rossa verso la Luna. Se l’allineamento, però, tra i tre protagonisti coinvolti non è perfetto, nel senso che la Luna si trova nelle vicinanze dei nodi ma non nel nodo, allora l’eclissi sarà parziale.

Dall’Italia, si vedrà l’eclissi a evento già iniziato, perché la Luna sorgerà dopo l’inizio della fase di penombra. Prossimo appuntamento il 21 gennaio 2019 con un’altra eclissi lunare totale che interesserà l’Italia all’alba.

Nella notte dell’eclisse lunare brilleranno in cielo quattro pianeti (cinque se si considera pure il minuscolo Mercurio, che però sarà assai basso nel cielo occidentale e tramonta un’ora e mezza dopo il Sole). Il più brillante sarà Marte, che con la Luna sarà protagonisti di un incontro ravvicinato (si dice in “congiunzione”) durante l’eclissi. Il cielo notturno sarà così dominato da due sfere rossastre distanti appena 6°: il pianeta rosso, che trovandosi all’opposizione rispetto al Sole raggiungerà il massimo della visibilità, e l’argenteo satellite naturale terrestre, anch’esso color rame per i fenomeni di riflessione già detti. L’osservazione di Marte avverrà nelle condizioni ideali perché sarà contemporaneamente all’opposizione, nei pressi della minima distanza dal Sole (al perielio), e, quattro giorni dopo, si troverà alla minima distanza dalla Terra, a quasi 58 milioni di chilometri da noi. Il pianeta rosso brillerà alla magnitudine negativa di -2,77, ma non sarà alto nel cielo: poco più di 22° sul piano dell’orizzonte orientale. La prossima grande opposizione si verificherà il 15 settembre 2035.

Per concludere, l’osservazione dell’eclissi totale di Luna si effettua a occhio nudo. È chiaro che l’uso di un binocolo o di un telescopio offrirà immagini ingrandite e più nitide, ma è altrettanto vero che chi non dispone di strumenti ottici non rinuncia a nulla di essenziale. L’osservazione di Marte e degli altri pianeti, invece, richiede un buon telescopio.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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