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L'Erasmus delle start up innovative: otto sono siciliane

Di Michele Guccione

PALERMO - Agli inizi di aprile sono scaduti i termini entro i quali le startup innovative italiane titolari di brevetti potevano chiedere a ministero dello Sviluppo economico e Ice di partecipare al programma Global Startup, che sostiene una sorta di Erasmus delle startup innovative ideato dal sottosegretario allo Sviluppo economico, il palermitano Michele Geraci (nella foto). Si tratta, cioè, di un’esperienza da tre a sei mesi da svolgere, a spese dello Stato, presso incubatori d’imprese esteri, durante i quali i neoimprenditori potranno avere l’occasione di internazionalizzarsi, stabilire partnership tecnologiche e commerciali, ottenere l’ingresso di quote di capitali o di fondi d’investimento. Insomma, una “contaminazione” positiva stando a fianco di chi, operando in ambienti più favorevoli allo sviluppo di quello del nostro Paese, ha raggiunto il successo.

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Ebbene, delle 131 startup italiane innovative finite in graduatoria, solo 120 risultano ammesse, secondo i paletti del bando pubblicato lo scorso 6 marzo. Fra queste, almeno otto hanno sede o operano in Sicilia. Apre l’elenco la CleanBnb, con sede a Milano ma che ha attività anche nell’Isola e si occupa di ottimizzare la gestione degli affitti brevi.

Segue la Ludwig di Palermo, noto motore di ricerca linguistica che aiuta a convertire le idee in testi scritti in inglese corretto.
Ancora, la Morpheos di San Gregorio di Catania, che ha inventato il robot per la casa “Momo” e che si è sviluppata in ambiente guidato nell’incubatore di Palermo Digital Magics.

Dell’elenco pubblicato dall’Istituto commercio estero fa poi parte la Coesin di Castellammare del Golfo, che progetta e realizza sistemi di comando e controllo nell’automazione industriale.

È fra le ammesse anche la Safety Environmental Engineering, uno spin off dell’Università di Palermo attivo nella sicurezza ambientale e la domotica, nell’ottica di proteggere l’uomo e l’ambiente soprattutto nell’uso delle fonti rinnovabili di energia.

Fra le otto startup innovative siciliane si nota anche l’originale idea della Biospremi, con sede legale a Catania e operatività a Nicosia, che ha brevettato un sistema ecologico di estrazione olearia a freddo in frantoio, senza uso di acqua, con un consumo di energia ridotto del 30% e il cui scarto di lavorazione è subito pronto per la combustione domestica.

Fa capolino la simpatica Mash&Co di Taormina, che abbina esperienze transmediali all’animazione, storytelling all’interattività, ha collaborato con Microsoft e Tim e sviluppa App educative per bambini.

Infine, la Acc di Palermo, che fabbrica, secondo il codice Ateco, “altri mezzi di trasporto” e, quindi, si occupa di mobilità sostenibile.

Il Global Startup Program finanzia stage da tre a sei mesi presso incubatori nei Paesi con i quali il sottosegretario Geraci aveva firmato apposite convenzioni alla data di pubblicazione del bando (Regno Unito, Usa, Cina, Giappone, Corea del Sud e Slovenia), ma va detto che nell’ultimo mese Geraci ha definito accordi anche con l’India e, in questi giorni di missione, pure con la Bulgaria, per cui non è escluso che le destinazioni a disposizione possano aumentare.

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