Di cosa soffrivano (e morivano) i siciliani dal Neolitico all’Età Moderna?
Lo studio delle ossa rivela una parte della storia della nostra isola
Di quali malattie soffrivano gli antichi siciliani? Di cosa si ammalavano? Come si curavano? Sono alcuni degli interrogativi a cui dovranno rispondere i ricercatori di tre prestigiose università europee - quella di Vilnius in Lituania, e quelle britanniche di Oxford e Cranfield - che insieme a quelli dell’Ibam-Cnr di Catania, affronteranno lo studio dei resti riferibili a vari contesti cimiteriali che coprono il periodo compreso tra il Neolitico e la prima metà dell’Età Moderna.
Dallo studio delle ossa si possono quindi rivelare frammenti di vita e morte degli antichi siciliani.
Il progetto dal titolo “Salute e malattia in Sicilia” e ha come obiettivo quello di ricostruire la storia nosologica degli antichi siciliani attraverso l’ispezione dei loro resti mortali, diagnosticare eventuali condizioni patologiche che abbiano lasciato segni inequivocabili sulle ossa, analizzarne lo stress fisiologico correlandoli alle strategie di sussistenza. Il progetto, infatti, ha previsto una prima fase di selezione dei materiali e di standardizzazione dei protocolli, una seconda fase di formazione dei ricercatori, per poi passare a una fase operativa, grazie alla cooperazione di numerose istituzioni regionali che hanno reso disponibili i preziosi reperti. Archeologia e paleopatologia, insomma, si affiancheranno per raccogliere una nuova sfida. Che non sarà soltanto un affascinante e articolato viaggio nel passato, ma anche una ricerca fondamentale per il presente e il futuro.
«Abbiamo già completato lo studio di due ampie necropoli – rileva il coordinatore siciliano dello studio paleopatologico, Dario Piombino-Mascali, che è anche docente di antropologia forense all’Ateneo di Messina – e stiamo per iniziare un’ulteriore missione insi ...
su LA SICILIA