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«Riprendere anche a Catania il progetto Public utilities»

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«Riprendere anche a Catania il progetto Public utilities»

Di Gianluca Reale

Catania. «Anche Catania può diventare “città intelligente” velocemente affidandosi alle sue Public Utility così come avviene in altre realtà, come in Lombardia dove A2A, multiutilty lombarda, ha costituito una società di scopo per lo sviluppo e gestione delle infrastrutture tecnologiche nei comuni serviti». Parola di Giuseppe Mammana (nella foto), presidente dell’Associazione Ingegneri Industriali e dell'Informazione AI3.

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«A Catania questo modello di guida della Public Utilities per lo sviluppo dalla smart city - aggiunge Mammana - era già stato pensato nel 2014, quando l’Asec Spa, azienda che gestisce la distribuzione del gas metano, ha presentato e vinto come capofila un progetto di più di 3 milioni di euro finanziato dall’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) per la sperimentazione di soluzioni di telegestione multi-servizio di misuratori di gas naturale, di altri servizi di pubblica utilità e di servizi afferenti alle smart city».

«Il piano proposto da Asec - specifica Mammana che ne curò la progettazione - riguardava la sperimentazione di un’infrastruttura di comunicazione multiservizio di 10.000 punti telegestiti nel territorio catanese. Al progetto parteciparono anche Sidra a Acoset e il Comune di Catania. Erano compresi i servizi gestiti da Asec (distribuzione gas), da Sidra e Acoset (servizio idrico), dal Comune di Catania (distribuzione di energia elettrica, illuminazione pubblica, stalli portatori handicap e gestione discariche). Il progetto prevedeva la realizzazione di un’infrastruttura a 169 Mhz, ancora oggi standard di riferimento, per la telelettura dei contatori acqua e gas e più in generale della smart city». Si potrebbe utilizzare ancora? «Sì, riprendendo quel modello di governance e sfruttando gli obblighi previsti da Arera per le telegestioni dei contatori domestici del gas - aggiunge Mammana - si potrebbe realizzare l’infrastruttura a 169 Mhz. L’infrasttuttura, tra l’altro, si ripagherebbe con la bolletta degli utenti del gas e offrirebbe alla città altri servizi smart. Si tratterebbe di una vera e propria restituzione, alla cittadinanza intera, del contributo pagato in bolletta e Catania potrebbe diventare realmente smart city e migliorare la qualità di vita ai suoi cittadini».

Tra l’altro, secondo l’ingegnere catanese, permetterebbe anche di implementare «progetti per il miglioramento della mobilità sostenibile, che consentano di portare avanti percorsi di governo della mobilità (dalle ZTL alle piste ciclabili) o tecnologicamente innovativi della gestione della mobilità stessa».

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