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SmartIsland, l'agricoltura 4.0 diventa realtà anche in Sicilia

Di Leonardo Zermo

L’agricoltura 4.0 è già realtà. La rivoluzione hi-tech nei campi vede in prima linea una startup innovativa che fa base a Niscemi. La giovane azienda ha messo sul mercato una piattaforma proprietaria che contempla robot e software per gestire le coltivazioni grazie ad un uso mirato della tecnologia. L'azienda si chiama SmartIsland e l’idea iniziale è venuta nel 2014 a Maria Luisa Cinquerrui, oggi laureata in Ingegneria informatica e ad dell'azienda, «lavorando nell'azienda di famiglia, a Gela, mentre facevo l'università». Nel 2016 è stata fondata la startup.

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La giovane compagine ha vinto il premio StartCup Sicilia, la competition per i business plan innovativi degli studenti universitari, guadagnando l'accesso al Premio Nazionale dell’Innovazione, dove si è classificata tra le finaliste. Poi ha avviato un percorso di accelerazione con Digital Magics, un incubatore certificato di startup innovative.

Il prodotto tecnologico messo a punto da SmartIsland vede i robot “Daiki” posizionati nei campi, fra le coltivazioni. «Si tratta di robot modulari, realizzati cioè con diversi moduli, che permettono l'interazione con dati analitici e visivi prelevati in loco - spiega Cinquerrui – Il sistema li raccoglie ed effettua un'analisi dando all'agricoltore le informazioni sul da farsi: per esempio, indica se serve irrigare dove e quando, quindi ottimizza le risorse facendo risparmiare; in più permette di gestire e prevenire malattie e fitopatologie. Insomma, offre una visione a 360 gradi della coltivazione, anche a livello visivo». I Daiki estrapolano giornalmente dati da porzioni di terreno soggetti a monitoraggio, trasmettendoli attraverso una tecnologia di trasmissione chiamata “LoRa” al sistema software che li elabora e fornisce tutta una serie di informazioni su resa agricola, stato di fertirrigazione e livelli di concimazioni, stato di salute delle piante.

Nella fase di sviluppo del prodotto, il team di SmartIsland ha incontrato StMicroelectronics. Un incontro avvenuto allo Smau di Milano, dove la giovane startup era stata invitata come una fra le dieci aziende siciliane più hi-tech. «Proprio St - racconta Cinquerrui - ci ha supportato per arrivare al prototipo industriale e ci ha aiutato affinché il progetto fosse gestito in fase produzione, con fornitori e tecnologia affidabile. Alcuni dei prodotti St (micro-controllori, connettività, sensori di movimento e ambientali) fanno parte della tecnologia sviluppata da SmartIsland. Assieme si lavora a una evoluzione del sistema con nuovi servizi di automazione e di rilevazione in diversi ambienti. È già in progetto, gli stessi Daiki potranno muoversi autonomamente fra i campi.

La crescita, però, è già evidente. Nell'ultimo anno si è passati da un fatturato di 20-30mila euro al mese a 50mila. Il mercato di riferimento è prevalentemente italiano, soprattutto Sud e Sicilia, «dove c'è molta richiesta da parte degli agricoltori del Ragusano e dal Catanese. Adesso stiamo chiudendo accordi con realtà del Piemonte», rivela l'ad di SmartIsland. Ma per crescere, offrire un kit completo di prodotti e servizi evoluti (per esempio i Daiki mobili), servono fondi per sostenere gli investimenti necessari. «Fino ad ora - rivela la giovane ad della startup - abbiamo fatto tutto sotto forma di auto-impresa. Ma adesso cerchiamo nuovi capitali. Entro sei mesi vorremmo raccogliere 500 mila euro, poi fare un secondo “step” per 1 milione e mezzo. E studiare bene il mercato, per poter guardare all'estero. Il 2022 per noi potrebbe essere l'anno dell'internazionalizzazione».

 

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