il caso
Malore per Loredana Lecciso alla Stazione Centrale di Milano, soccorsa dalla Polfer e niente Domenica In
Dalla paura ai ringraziamenti: cosa è successo alla compagna di Al Bano e come si è chiusa la giornata in Rai
Erano passate da poco le prime ore del pomeriggio quando, tra banchine affollate e trolley che scorrono come un metronomo, il brusio della Stazione Centrale di Milano si è interrotto per qualche secondo. “Un attimo e il pavimento si è avvicinato”, avrebbe sintetizzato più tardi con ironia e sollievo la protagonista. A sentirsi male, cadendo a terra per un mancamento, è stata Loredana Lecciso, in viaggio verso Roma per raggiungere gli studi di Rai 1 e prendere parte a Domenica In al fianco di Al Bano. A rimettere in moto la scena, prima ancora di qualunque telecamera, sono stati i passanti e gli agenti della Polizia Ferroviaria (Polfer): intervento immediato, assistenza, valutazione delle condizioni. Poi, una foto sorridente e un messaggio di ringraziamento, affidato ai social, a chi in quei minuti concitati ha fatto la differenza.
Un episodio breve ma intenso
Il malore è avvenuto alla Stazione Centrale di Milano nel primo pomeriggio di domenica 4 gennaio 2026: la showgirl si è accasciata a terra per un mancamento e, dopo pochi istanti, è stata circondata da persone presenti e dagli agenti della Polfer. La stessa Lecciso ha confermato l’accaduto in diretta a Mara Venier, raccontando la disavventura e ringraziando chi l’ha aiutata: “presenza immediata ed efficace” della sicurezza e degli operatori. La destinazione era Domenica In: l’ospitata con Al Bano era in scaletta, come anticipato da diversi siti di spettacolo. Sull’effettiva presenza in studio di Loredana le cronache si sono divise nelle prime ore: c’è chi ha scritto che abbia poi raggiunto gli studi, chi invece sostiene che abbia rinunciato per prudenza.
Il post sui social: il ringraziamento alla Polfer e ai presenti
Poche ore dopo il malore, la foto: Loredana Lecciso in posa con alcuni agenti della Polfer e un addetto ferroviario, un sorriso che restituisce la normalità dopo lo spavento. Nel testo, un invito a riconoscere ciò che funziona: “siamo sempre pronti a lamentarci, ma è giusto fermarsi a spendere parole positive e un ringraziamento quando le cose vanno per il verso giusto”. Un messaggio semplice, ma potente, diventato subito virale nelle cronache del giorno. Il dettaglio della location – la Centrale di Milano, nodo tra i più frequentati d’Italia – e il richiamo al viaggio verso Roma completano il quadro.
Il racconto in tv: tra autoironia e normalità
A telecamere accese, la narrazione trova il suo equilibrio. Davanti a Mara Venier, Loredana Lecciso ha scelto la strada dell’autoironia (“ero talmente emozionata che sono svenuta”), salvo poi rimettere i punti al loro posto: niente di grave, tanto spavento e la voglia di ringraziare pubblicamente chi si è mosso con prontezza. A chi, in studio, ha provato a smorzare con una battuta, Lecciso ha risposto con naturalezza. È la cifra che conosciamo: una comunicazione a metà fra confidenza e misura, costruita in anni di esposizione mediatica.
Dal canto suo, Al Bano ha fatto il suo medley e ha ribadito l’immagine di una coppia che resiste “da oltre vent’anni”, con differenza d’età di circa 30 anni spesso evocata con sorrisi e affetto reciproco. Un classico della loro narrazione pubblica, già visto in altre ospitate, ma che – nella domenica del malore – ha preso i contorni del “tutto bene quel che finisce bene”.
Dentro e fuori lo schermo: la coppia, oggi
Il rapporto tra Al Bano e Loredana Lecciso è tra i più osservati della televisione italiana: oltre 20 anni di relazione, due figli, momenti di distanza e riconciliazioni. In studio, il cantante pugliese ha ripreso il filo delle emozioni con naturalezza, ricordando – non senza autoironia – i loro caratteri e le differenze generazionali, ma ribadendo la solidità del legame. È un racconto che negli anni si è ripetuto in più sedi, sempre con la stessa cifra: “ci scegliamo ogni giorno”, aveva detto Lecciso in un’altra occasione tv. Una continuità narrativa che, in questa domenica, ha avuto come prologo la paura e come epilogo il sospiro di sollievo.