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la storia

La carta che resiste: perché in Italia 2,7 milioni di persone chiedono ancora l’elenco telefonico (ma non tutto funziona nella consegna)

Un rito d’altri tempi sopravvive all’era delle app: l’Autorità chiude un’istruttoria con una mini-sanzione e chiede più trasparenza. Dentro i numeri, i perché sociali, i nodi della distribuzione e i diritti degli utenti

Redazione La Sicilia

13 Gennaio 2026, 10:14

Carta che resiste: perché in Italia 2,7 milioni di persone chiedono ancora l’elenco telefonico (e cosa non funziona nella consegna)

Solo un volume spesso, rilegato, che sa di stampa fresca. È l’“elenco”. Non un pacco online, non un gadget di marketing: un oggetto che in molte case italiane continua a rappresentare una piccola infrastruttura di comunità. Nel 2026, in un Paese dove le app e i motori di ricerca hanno divorato quasi tutto il cartaceo, ci sono ancora 2,7 milioni tra famiglie e imprese che chiedono di riceverlo. Ma la distribuzione non è impeccabile: l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha appena chiuso un’istruttoria sulle modalità di consegna, con una oblazione da 20.658 euro pagata da TIM e una raccomandazione netta: servono informazioni più chiare agli utenti su tempi, modalità e addebiti.

La fotografia del fenomeno

Gli elenchi telefonici cartacei arrivano ancora, su richiesta, a una platea stimata in 2,7 milioni di destinatari tra nuclei familiari e aziende. Il dato, emerso da un articolo di Repubblica del 13 gennaio 2026, quantifica per la prima volta con precisione la “resistenza” della carta in un segmento che altrove è scomparso.

La filiera coinvolge diversi attori: gli editori e distributori degli elenchi (storicamente le Pagine Bianche e Gialle, oggi parte del perimetro di Italiaonline), gli operatori di telecomunicazioni che gestiscono la relazione con il cliente e gli spedizionieri incaricati della consegna “porta a porta”.

L’istruttoria del Garante e la mini-sanzione

Il 26 dicembre 2025 la Direzione tutela dei consumatori dell’Agcom ha disposto l’archiviazione di un procedimento sanzionatorio contro TIM dopo il pagamento in misura ridotta della sanzione amministrativa: 20.658 euro. Il caso riguardava proprio il “servizio di consegna degli elenchi telefonici” e, in particolare, la carenza di informazioni agli utenti su: periodo e modalità di consegna; condizioni di rinnovo o cessazione degli addebiti; collegamento tra avvenuta consegna e fatturazione.

Il provvedimento richiama l’articolo 4 dell’Allegato A alla delibera 179/03/CSP (qualità e carte dei servizi) e l’art. 16 della legge 689/1981 sull’oblazione. Tradotto: l’Autorità ha ravvisato un deficit informativo e, chiuso il fascicolo per effetto del pagamento, ha ribadito la necessità di una comunicazione più trasparente ai clienti.ì

Quanto si paga davvero e come si disattiva

Gli importi variano nel tempo e per tipologia di cliente. Nelle evidenze più recenti di tutela dei consumatori, si citano addebiti intorno a: 3,90 euro l’anno per i clienti residenziali; 5 euro per le imprese.

Si tratta di importi piccoli, ma che, moltiplicati per una base d’utenza ampia, generano numeri non trascurabili e — soprattutto — possono risultare “indigesti” se la consegna non avviene o se l’utente non ricorda di avere attivato il servizio. Le associazioni segnalano che il servizio è in linea di principio opzionale e revocabile in qualsiasi momento, con richiesta al servizio clienti. È buona prassi verificare sempre la voce in bolletta e, in caso di rinuncia, formalizzarla per canali tracciabili.

Attenzione: alcune informazioni circolano su forum o articoli locali e potrebbero rispecchiare condizioni non più attuali su singoli listini. Il riferimento certo resta la comunicazione contrattuale aggiornata del proprio operatore. In caso di addebiti controversi, conviene attivare per tempo il canale reclami.

Chi stampa gli elenchi oggi (e perché il digitale non ha cancellato la carta)

Le Pagine Bianche restano un marchio conosciutissimo e fanno capo al gruppo Italiaonline. Online, il servizio dichiara di aggregare i recapiti di oltre 10 milioni di abbonati, tra privati e imprese, con canali digitali e app mobile. Ma, accanto al digitale, continua a esistere l’edizione cartacea, distribuita annualmente — di norma insieme a Pagine Gialle — in fasce del territorio. È una scelta che risponde a esigenze specifiche: abitudini radicate, contesti con bassa familiarità digitale, amministrazioni e professionisti che mantengono processi “ibridi”.

Sul fronte online, i numeri raccontano una domanda ancora robusta: nel 2024 i servizi di directory di Italiaonline hanno totalizzato circa 238,9 milioni di sessioni (+26% anno su anno), con 2,2 milioni di lead aggiuntive generate per le imprese. Segno che gli utenti cercano contatti “di prossimità” e che il canale, pur rinnovato, resta utile. La carta, in questo quadro, è la coda lunga di una funzione informativa che sopravvive all’evoluzione tecnologica.