GOSSIP
«Quando l’amore finisce»: Maxi López rompe il silenzio e riscrive il “triangolo” con Wanda Nara e Icardi
Un racconto in prima persona su una separazione già al capolinea, la partenza improvvisa per Buenos Aires e l’arrivo di Mauro: tasselli che, rimessi in ordine, cambiano il senso di una storia che ha incendiato il calcio e il gossip
È una scena minima che cambia tutto: un soggiorno in una casa italiana, valigie aperte sul letto, una stagione calcistica ancora in corso e una decisione presa “due o tre mesi” prima del fischio finale. “Io restavo in Italia, lei partiva per Buenos Aires”. In mezzo, un messaggio: “Mi sta scrivendo”. A raccontarlo è Maxi López, e il sottinteso — che poi smette di esserlo — è Mauro Icardi. Tanto è bastato perché uno dei racconti più inflazionati del gossip sportivo degli ultimi quindici anni si capovolgesse: la rottura con Wanda Nara, dice oggi l’ex attaccante, non fu il fulmine che incendia il cielo sereno, ma l’epilogo di una storia già “rotta”, prima ancora che il centravanti più discusso d’Argentina entrasse davvero in campo.
Di questa versione esistono ora le parole, fresche e inequivocabili, pronunciate da Maxi López nel salotto tv della giornalista Nati Jota. Un tassello che permette di rimettere in fila una cronologia spesso travolta da semplificazioni, slogan social e ricordi malconci.
Prima di “lui”: un matrimonio all’ultimo giro e la separazione annunciata
Il matrimonio tra Maxi López e Wanda Nara nasce nel 2008 e, tra Catania e Milano, si allarga con tre figli: Valentino (2009), Constantino (2010) e Benedicto (2012). Sul finire del 2013, le crepe diventano voragini: la coppia avvia la separazione e la loro vita, fino a quel momento intrecciata alle curve della Serie A, si sfilaccia rapidamente.
Nell’ultimo racconto di Maxi, l’immagine chiave è la partenza di Wanda dall’Italia “prima della fine del campionato”, “due o tre mesi” in anticipo, per tornare a Buenos Aires. Per lui, in quel momento, una certezza: l’amore — parola semplice e spietata — era finito. E quando finisce, spiega, “si volta pagina”. È in quel frangente che arriva la confidenza: “Mi sta scrivendo…”. Il nome, inutile dirlo, è quello di Mauro Icardi, all’epoca un talento in ascesa, vicino al nucleo familiare, e soprattutto legato da un’amicizia non banale con Maxi. In TV, il tono con cui l’ex Sampdoria ricostruisce il dialogo spiazza chi si aspetta la reazione sanguigna: “Le ho detto: ‘Dacci dentro’. Noi facciamo tutto per bene e poi ognuno prende la sua strada”.
Non è la versione da fumetto che il gossip vorrebbe, ma è la fotografia che l’ex centravanti decide di consegnare alla cronaca: la crisi era già profonda; il “messaggio in chat” fu l’ultimo fermoimmagine, non la miccia.
Il giorno del “Wanda derby”: quando il privato invade il campo
Se c’è un fotogramma che ha scolpito questa storia nell’immaginario collettivo è il 13 aprile 2014 allo stadio Ferraris: Sampdoria–Inter. Le telecamere inseguono il pre-partita, arriva la fila delle strette di mano e Maxi López allunga il braccio, poi lo ritrae quando tocca a Mauro Icardi. Quel rifiuto è più eloquente di qualunque titolo: il “Wanda derby” entra nella lessico sportivo, con tutti i sentimenti ingombranti che trascina — fischi, esultanze, un rigore sbagliato — e segna il passaggio definitivo del privato sul palcoscenico pubblico. Il resto è noto: poco più di un mese dopo, il 27 maggio 2014, Wanda Nara e Mauro Icardi si sposano con una cerimonia civile a San Isidro (provincia di Buenos Aires), davanti a soli 12 invitati; il 7 giugno la grande festa suggella l’evento.

Questi due fotogrammi — la mano ritratta al Ferraris e le nozze “intime” — hanno spesso rubato la scena alla parte meno spettacolare della vicenda: la gestione di tre bambini travolti da una tempesta mediatica e i delicati equilibri familiari da ricomporre, tra Italia e Argentina.
Oltre lo scandalo: figli, tribunali e il peso dei social
Il racconto di Maxi López tocca spesso un punto sensibile: i figli. Nel decennio in cui la vicenda si è dilatata sui social, l’ex attaccante ha alternato silenzi e interventi mirati, quasi sempre centrati su due parole chiave: tutela e normalità. Gli episodi giudiziari non sono mancati: in Italia, nel 2017, un procedimento contro Wanda per presunto trattamento illecito di dati personali dopo la pubblicazione di recapiti e indirizzi di Maxi; un contesto che racconta quanto i social — da strumento di narrazione di coppia — siano diventati terreno di scontro, con effetti concreti su contratti, reputazione e clima familiare.
Sullo sfondo, l’onda lunga del Wandagate: nell’ottobre 2021, la storia di Instagram (“Un’altra famiglia che ti sei caricata…”) di Wanda diventa l’innesco di un reality globale, con screenshot, contro-comunicati, speculazioni e retroscena. La China Suárez pubblica un proprio “descargo”, Icardi alterna gesti pubblici di riconciliazione a scelte che, negli anni successivi, alimentano nuove fratture. È il paradosso del nostro tempo: la sfera più intima si consuma tra notifiche, con l’inevitabile distorsione che ne deriva.
In questo mare agitato, la versione attuale di Maxi introduce un correttivo: non tutto comincia con l’“amico che ti scrive”. La crisi — parola che lui usa senza ambiguità — correva parallela da mesi; l’innesto di Mauro fu semmai l’ultima stazione, il punto di non ritorno di una storia già segnata.
Il peso dei simboli: tra Ferraris e San Isidro, la narrazione che seduce
Nell’immaginario collettivo, due immagini hanno avuto la meglio sulla complessità: il “no” alla stretta di mano e il matrimonio lampo con 12 invitati. Funzionano perché condensano in un gesto e in un numero una trama altrimenti intricata. Ma i simboli, proprio perché potenti, rischiano di semplificare. La mano ritratta al Ferraris non racconta le settimane di discussioni in casa, il continuo avanti-indietro tra Milano e Buenos Aires, la gestione di tre bambini in un mondo che non garantisce tregue. Le foto a San Isidro non dicono delle carte depositate dagli avvocati, delle distanze da colmare, dei compromessi necessari per trasformare in sostenibile una tempesta mediatica.
La carriera dopo lo scandalo: numeri, scelte e progetti
Mentre i tabloid divoravano il “triangolo”, la carriera di Maxi López proseguiva tra Serie A e Serie C, fino all’ultima parentesi alla Sambenedettese e al ritiro nel 2021. Poi, un’altra vita: società d’investimento, ingresso nell’azionariato di un club svizzero (quota del 40% nell’FC Paradiso), tentativi — non sempre lineari — di entrare nella governance di storiche società inglesi, e la volontà dichiarata di restare nel calcio dalla porta manageriale. Non è il lato più scintillante della saga, ma aiuta a decodificare il protagonista oltre il ruolo di “ex marito di”.

Questi passaggi raccontano una traiettoria coerente con l’immagine che Maxi offre di sé nelle interviste più recenti: meno ossessioni per i conti in sospeso, più focus su lavoro e famiglia. Non un santo, non un martire, semplicemente un ex professionista che prova a sottrarre la propria vita alla dittatura della notifica.
L’altro lato del racconto: la visione di Wanda e il “dopo” di Mauro
Per equità, ogni ricostruzione deve registrare anche le voci di Wanda Nara e Mauro Icardi. Lei, tra televisione, imprenditoria e management sportivo, ha spesso rivendicato la propria autonomia di scelte, raccontando pubblicamente fasi alterne del matrimonio con Icardi e difendendo la legittimità dei propri affetti. Lui, centravanti dal talento non comune, ha visto la sua parabola sportiva intrecciarsi a quella sentimentale, fino alle frizioni del 2021 e ai nuovi capitoli nel 2025, quando ha reso ufficiale una relazione con la China Suárez. Anche in questo caso, la vita privata ha alimentato — nel bene e nel male — l’immagine pubblica.
Queste voci non cancellano la prospettiva di Maxi, né la contraddicono automaticamente: definiscono, al contrario, un mosaico in cui la verità non è un monolite ma una somma di sguardi, in cui la “crisi” pregressa e la “fine dell’amore” possono coesistere con la scelta — criticabile o meno — di ritrovare un equilibrio altrove.
In chiusura, forse la frase più utile è la più semplice, quella che Maxi López ripete con un fatalismo senza rancori: “Quando l’amore finisce, si volta pagina”. Il resto — partite, cerimonie, post — sono capitoli di contorno.