fiocco rosa
“Una sorella per Matilde”: Federica Pellegrini e Matteo Giunta, conto alla rovescia per la seconda figlia. Il parto è previsto a inizio aprile
Il nome l’ha scelto la primogenita, resterà segreto fino alla nascita. Intanto la campionessa prepara un cesareo programmato, dopo l’esperienza complicata della prima volta. E rivela: gravidanza scoperta mentre il marito era ai Mondiali
Il divano è quello familiare del salotto TV di Verissimo. Federica Pellegrini e Matteo Giunta tra sorrisi complici, mano nella mano annunciano che ad inizio aprile nascerà la seconda figlia della coppia. Un cesareo programmato, per trasformare l’imprevisto della prima volta in un percorso il più possibile lineare.
Il nome è già deciso — lo ha scelto la primogenita Matilde — ma resterà segreto fino al lieto evento. Un indizio soltanto: richiama l’idea di “calma/serenità”. Un dettaglio personale che racconta la quotidianità di due professionisti abituati a incastri perfetti: Federica ha scoperto la gravidanza “quando Matteo era ai Mondiali”. Una scena minima che spiega molto dello stile della coppia: poche parole, fatti concreti, condivisione dosata.
L’annuncio in TV, tra emozione e misura
A Verissimo — il salotto domenicale di Canale 5 — Federica Pellegrini ha messo in fila le coordinate essenziali: “Sono al settimo mese, la seconda figlia nascerà a inizio aprile; dopo il cesareo d’urgenza della prima volta, stavolta sarà tutto programmato”. Al suo fianco Matteo Giunta, che ha scherzato sulla “minoranza” numerica in casa (“due femmine contro uno”) e ha ribadito la gioia per la sorellina in arrivo per Matilde. Il resto è restato in controluce: il nome non è stato rivelato, ma la coppia ha concesso un indizio sul significato — “serena/calma” — e un retroscena tenero, la scelta affidata alla primogenita, lettrice precoce e decisissima. Una comunicazione essenziale, rispettosa dei tempi e dello spazio privato.
“L’ho scoperto mentre lui era ai Mondiali”
È una confessione breve, arrivata quasi di sfuggita, ma dal forte potere narrativo: Federica ha raccontato di aver capito di essere incinta mentre Matteo era impegnato ai Mondiali. Il carico simbolico è evidente per chi conosce la loro traiettoria: il lavoro che spesso impone distanze, la complicità che regge gli equilibri, la naturalezza con cui gli imprevisti si incastrano nella vita di due sportivi. Un istante che, più di mille dichiarazioni, restituisce l’idea di una quotidianità condivisa a prova di calendario agonistico.
Perché un cesareo programmato
Alla prima gravidanza, Federica ha affrontato un cesareo d’urgenza, con un travaglio lungo e complicato; oggi — valutazioni cliniche alla mano — preferisce programmare. È il modo più sicuro per lei e per la bambina, e suona come un messaggio chiaro: normalizzare la possibilità di cambiare strada quando i precedenti clinici lo consigliano. Il linguaggio è quello tipico della campionessa: disciplinato, razionale, informato. E soprattutto non polemico.
Allenarsi in gravidanza: il caso social, tra haters e pareri degli esperti
Nei giorni scorsi un video pubblicato da Federica — settimo mese, allenamento di forza con i pesi — ha acceso il dibattito online: c’è chi l’ha applaudita, c’è chi l’ha rimproverata (“non esagerare”). La diretta interessata ha messo le cose in chiaro nella didascalia: tutto avviene “sotto stretta supervisione medica” e con l’esperienza di una vita da atleta che conosce il proprio corpo. La discussione ha travolto i social, ma non è rimasta senza risposte competenti: ginecologi e specialisti hanno ricordato che l’attività fisica in gravidanza, quando personalizzata e controllata, può essere benefica. La notizia è stata riportata con ampia risonanza, dal mondo sportivo ai siti generalisti.
Il punto, qui, non è il palco social. È l’utilità di elevate figure pubbliche che mostrano la varietà delle scelte possibili in gravidanza, senza dettare regole valide per tutte. Nella seconda maternità di Federica, l’allenamento torna ad essere linguaggio identitario e igiene mentale; nel rispetto dei limiti fissati dal medico, diventa anche strumento per arrivare al parto in condizioni ottimali. E, sì, un allenamento “in chiaro” può contribuire a sdoganare pregiudizi datati, senza farne un manifesto.