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lo scandalo

Antonio Medugno in Procura a Milano: «Ho subito abusi, ma non sono mai andato a letto con Signorini»

L'ex gieffino ha confermato le accuse di violenza sessuale ed estorsione contro il giornalista (che nega e parla di calunnie)

Fabio Russello

19 Gennaio 2026, 13:59

Antonio Medugno in Procura a Milano: «Ho subito abusi, ma non sono mai andato a letto con Signorini»

Nella sede della Procura di Milano si è tenuta l’audizione di Antonio Medugno, ex concorrente del Grande Fratello Vip 2021-2022, ascoltato come persona offesa dai sostituti procuratori Letizia Mannella e Alessandro Gobbis in relazione alla querela depositata poco prima di Natale contro Alfonso Signorini.

Assistito dagli avvocati Cristina Morrone e Giuseppe Pipicella, Medugno ha chiesto di procedere, in via principale, per violenza sessuale ed estorsione, sollecitando inoltre i magistrati a «valutare l’eventuale sussistenza di ulteriori reati e la possibile individuazione di ulteriori responsabili».

L’ex gieffino è apparso di recente anche nel format “Falsissimo” di Fabrizio Corona. Signorini, iscritto nel registro degli indagati per i due reati ipotizzati sulla base della denuncia e ascoltato su sua richiesta il 7 gennaio, ha negato ogni abuso, rivendicando di avere sempre agito, nella sua carriera di giornalista, autore, regista e conduttore televisivo, con professionalità e correttezza.

Ritiene di essere bersaglio di una violenta campagna di «calunnie», condotta soprattutto da Corona — che ha parlato di un «sistema Signorini» — per fini economici e che, a suo dire, gli ha già arrecato ingenti danni reputazionali, configurando un’azione «per distruggerlo».

Nel frattempo, l’ex agente fotografico è indagato per revenge porn a seguito della denuncia presentata da Signorini per la presunta diffusione illecita di immagini; è stato sentito dai pm il 23 dicembre.

Signorini si è autosospeso dagli impegni con Mediaset, inclusa la conduzione del Grande Fratello, e ha a sua volta denunciato Corona dopo che l’ex «re dei paparazzi», attraverso il suo format da milioni di visualizzazioni, lo aveva accusato di aver creato un «sistema» di favori sessuali richiesti — secondo la versione di Corona e di Medugno — ad alcuni concorrenti o aspiranti tali del reality.

Davanti ai magistrati, il conduttore ha respinto le contestazioni, sostenendo che non sarebbe mai esistito «alcun sistema» e parlando di un’aggressione per fini illeciti ai suoi danni. Proprio il fascicolo sul revenge porn ha consentito agli investigatori della Polizia di sequestrare foto, video e chat e ha indotto Medugno, modello e tiktoker, a presentare querela.

Al momento, in Procura non risultano altre denunce contro Signorini.

«Non sono mai andato a letto con Signorini (...) Io in quel momento, purtroppo, mi sono fidato ciecamente del mio vecchio manager, quindi ho minimizzato ogni cosa, perché mi avevano manipolato facendomi pensare che fosse giusto così», aveva raccontato Medugno, ascoltato secondo le procedure del “codice rosso” previste per chi denuncia violenze.

Sulla base della sua ricostruzione, gli abusi e i ricatti si sarebbero consumati nell’abitazione milanese del conduttore. Da quanto si apprende, Medugno, sentito per circa tre ore, ha confermato le accuse contenute nella querela.

«Non sono io a dover dire se esiste un “sistema”, io penso alla mia vicenda e a quello che ho subito io e che ho raccontato, io ho detto tutta la verità oggi e sono molto fiducioso nella magistratura», ha dichiarato ai giornalisti al termine dell’audizione davanti ai pm Mannella e Gobbis. Alla domanda se altri presenteranno denunce o se «rimarrà il solo», ha aggiunto: «Credo che non rimarrò solo, non so chi ci potrà essere, non posso dire se esiste un sistema, non lo so, io — ha ribadito — posso parlare della mia esperienza».

Concluse le audizioni e i necessari riscontri, gli inquirenti valuteranno il complessivo quadro probatorio e se ampliare l’oggetto delle indagini e delle contestazioni.