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Il Carnevale di Novara di Sicilia, con il suo "Gioco del Maiorchino", tra i più belli dei Borghi d'Italia

Sette borghi da scoprire tra maschere tradizionali, riti secolari, sfilate, regate e roghi finali

07 Febbraio 2026, 14:43

17:26

Il Carnevale di Novara di Sicilia, con il suo "Gioco del Maiorchino", tra i più belli dei Borghi d'Italia

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Nei piccoli borghi, come in tutti i luoghi ricchi di storia, il Carnevale diventa l’occasione perfetta per riscoprire maschere tradizionali, leggende popolari e usanze secolari che raccontano l’identità profonda di ogni comunità. Ecco sette piccoli centri, che fanno parte dell’associazione Borghi più belli d’Italia, da visitare in questi giorni di festa.

Bagolino, da poco entrato nella rete, è un piccolo gioiello in provincia di Brescia, protagonista di un Carnevale musicale dove danze popolari, eseguite dai 'Bälärì' (ballerini), accompagnati dai 'Sonädùr' (suonatori) e animati dai 'Màscär' (maschere), custodiscono il patrimonio contadino radicato nella storia del borgo. Le prime testimonianze della festa risalgono al XVI secolo, quando documenti comunali attestano scambi e festeggiamenti tra comunità vicine. Dal 15 al 17 febbraio si potrà assistere alle sfilate che riempiono le vie di Bagolino, scandite dal ritmo inconfondibile degli zoccoli chiodati, elemento distintivo dei due costumi tradizionali, il 'Ceviòl' per gli uomini e la 'Guenel' per le donne.

Le radici del Carnevale di Offida, in provincia di Ascoli Piceno, affondano nelle antiche feste dionisiache e saturnali dedicate al rinnovamento della natura. Ogni anno, da metà gennaio al martedì grasso, l’intero borgo marchigiano si anima con eventi che mescolano storia, tradizione e festa popolare. Simbolo della festa è il 'guazzarò', una tunica bianca con un fazzoletto rosso al collo, indossata dai partecipanti. Tra fanfare e piccole farse dal sapore propiziatorio gruppi mascherati delle Congreghe celebrano la gioia collettiva, rendendo il Carnevale di Offida un evento imperdibile.

Il Carnevale di Bosa, in provincia di Oristano, comincia prima del giovedì grasso con 'Gioggia Laldagiolù': le maschere indossano la giacca al rovescio, si anneriscono il volto con il sughero bruciato e girano per le case cantando in rima. In cambio ricevono cibo e vino, che finiscono nelle bisacce o infilzati su bastoni preparati per l’occasione. Con il giovedì grasso la festa entra nel vivo con la banda e la sfilata dei carri allegorici. La domenica il fiume Temo diventa protagonista con la regata in maschera, uno spettacolo semplice e suggestivo, incorniciato dal castello e dalle antiche concerie. Il cuore del Carnevale arriva però il martedì grasso, con S'Attìttidu dove le prefiche, vestite a lutto e con il volto annerito, piangono la morte di Giolzi, il re del Carnevale. Quando scende la sera, il nero lascia spazio al bianco: le maschere si coprono con lenzuola e federe, le lanterne illuminano le strade e inizia la ricerca di Giolzi. Il fantoccio viene infine bruciato nel grande rogo finale, un gesto simbolico che chiude il Carnevale e segna un nuovo inizio.

Il Carnevale di Ronciglione, nel cuore della Tuscia viterbese, è una delle manifestazioni più vivaci e caratteristiche del Lazio. Fino al 17 febbraio il borgo si trasforma in un palcoscenico dove storia, tradizione e allegria si fondono in una festa che coinvolge l’intera comunità. Al centro delle celebrazioni ci sono le sfilate di carri allegorici, che raccontano storie di satira politica, mitologia e folklore, e il tradizionale lancio delle caramelle. 'Nasorossò' è la maschera simbolo del Carnevale, che racchiude tradizioni popolari e riti antichi; lo accompagnano il 'Re Carnevalè' e le 'Maschere di Cortè', che con la loro eleganza partecipano a balli e scene teatrali all’interno del borgo. La festa si conclude con il 'funerale di Re Carnevalè', una cerimonia simbolica in cui viene bruciato un fantoccio.

A Novara di Sicilia il Carnevale è da sempre legato al "Gioco del Maiorchino", che consiste nel lanciare una forma di formaggio lungo un percorso prestabilito, e con il quale condivide origini e tradizioni. Le due manifestazioni si svolgono nello stesso periodo e costituiscono un momento centrale della vita del borgo, quest’anno dal 12 al 17 febbraio. Il cuore del Carnevale sono le serate danzanti ospitate al teatro comunale, dal giovedì al martedì grasso, a eccezione del venerdì: la platea si trasforma in una grande sala da ballo, ma a mezzanotte le danze si interrompono per il tradizionale "schiticchiù", degustazione di cibi dolci e salati locali. Il Carnevale prevede anche iniziative dedicate ai bambini, con sfilate e animazioni organizzate la domenica o il lunedì.

Il 14 febbraio alle ore 17, a Marroneto, frazione di Santa Fiora nel grossetano, si svolge il tradizionale Carnevale Morto, una delle manifestazioni popolari più coinvolgenti del Monte Amiata. Si tratta di un rito collettivo che segna l’arrivo della Quaresima: è una tradizione antica, recuperata dagli abitanti negli anni Ottanta, che ancora oggi coinvolge tutta la comunità. Qui non ci sono carri allegorici o maschere ma la messa in scena del Carnevale che si ammala e muore, in una rappresentazione ironica e allo stesso tempo simbolica. Protagonista è il Carnevale, un giovane elegante e spensierato, accompagnato dal Gaudente e dalla Compagnia dei Gobbi, personaggi vestiti di stracci che rappresentano il popolo e il tempo della rinuncia che sta per arrivare. Il corteo attraversa le vie del borgo tra musiche, balli e canti popolari; quando all’improvviso il Carnevale si sente male, cade a terra e muore. Seguono il pianto disperato del Gaudente, l’estrema unzione impartita dal prete e la lettura del testamento, spesso ironico e pungente, che prende di mira la vita politica e sociale del borgo. I Gobbi, tra danze e lamenti, accompagnano il rito finale: il fantoccio viene bruciato in piazza, tra l’emozione e la partecipazione della folla.

Il 21 febbraio Moneglia si prepara a vivere una giornata all’insegna del divertimento e della tradizione. Alle 10, sulla spiaggia centrale, va in scena il Cimento della Zucca tra un tuffo nelle acque ancora fredde e momenti di convivialità con polenta fumante e buon vino, offerti dal Gruppo Alpini e dai Marinai di Moneglia. Nel pomeriggio grande sfilata di maschere e carri allegorici.