la ricorrenza
Promessa d'amore a San Valentino: la basilica diventa un giardino per 50 coppie
Da tutta Italia rinnovano la promessa d'amore: parole del vescovo, rose e pergamene per un rito di speranza
A Terni, le 50 coppie di fidanzati arrivate da tutta Italia hanno vissuto un momento magico con la Promessa d’Amore a San Valentino, trasformando la basilica del patrono degli innamorati in un vero giardino di emozioni.
Un viaggio dell’amore da Assisi a Palermo
Immaginatevi queste coppie, giovani e pieni di sogni, che percorrono centinaia di chilometri per trovarsi insieme nella basilica di San Valentino a Terni. Vengono da Assisi e Perugia, vicinissime, ma anche da Arezzo, Rimini, Trapani, Palermo, Tolentino, Trevi e Rieti: un’Italia intera che si dà appuntamento in Umbria per celebrare l’amore. Non è solo una cerimonia religiosa, ma un cammino condiviso, un modo per dire al mondo – e a se stessi – che il loro legame è pronto a sbocciare, proprio come i fiori primaverili intorno alla città dell’amore. Questa tradizione, che ogni anno richiama fedeli da nord a sud, rende Terni un faro per chi sta pensando al matrimonio, unendo storie personali in un abbraccio collettivo di speranza e fedeltà.
Le parole del vescovo che restano nel cuore
Al centro di tutto, il vescovo Francesco Antonio Soddu, con la sua voce calda e ispirata, che parla direttamente al cuore di questi fidanzati. “La promessa che vi scambiate davanti a San Valentino è la vita stessa che intendete fondare l’uno sull’altra, nel prendersi cura l’una dell’altra, come uno sbocciare continuo dell’amore”, dice loro, dipingendo un’immagine poetica e profonda. Parla di un amore che non si spegne, ma rifiorisce come un giardino eterno, dove ognuno emana “il profumo della vita nuova e bella” per l’altro. È un messaggio che va oltre la chiesa: edifica la società, cementa legami che durano, ispirati alla pazienza e alla generosità di San Valentino. La Diocesi lo sottolinea con forza: questa celebrazione lega il santo ai fidanzati che diranno “sì” entro l’anno, ricordando un amore rispettoso, fondato sul sacramento del matrimonio. Parole che, pronunciate il 14 febbraio 2026, echeggiano ancora oggi, invitandoci tutti a riflettere su cosa significhi amare davvero.
Il rito che unisce: promesse, rose e pergamene
E poi arriva il momento clou, quello che resterà impresso per sempre. Le coppie, mano nella mano, pronunciano coralmente la Promessa d’Amore davanti all’urna del santo, in un silenzio carico di emozione interrotto solo dalle loro voci unite. Il vescovo impartisce la benedizione, e subito dopo arriva la consegna della pergamena: un documento solenne, ricordo tangibile di quel patto. Ma non è tutto. Ogni coppia riceve anche una rosa bianca, simbolo di purezza e sincerità, e un cuore su cui scrivere un pensiero personale – un dono semplice ma profondo dal comitato della parrocchia di San Valentino. Questi gesti non sono casuali: sono semi piantati in quel “giardino che rifiorisce”, come dice il vescovo, pronti a crescere nel tempo. Pensateci: in un mondo veloce, dove l’amore a volte sembra fragile, questo rito offre un’ancora, un modo gentile per coltivare relazioni solide e generose.
San Valentino, da martire a simbolo universale
Parlando di San Valentino, non possiamo non tornare alla sua storia, che rende Terni eterna “Città dell’Amore”. Terzo secolo: l’imperatore Claudio II vietava i matrimoni ai soldati per tenerli più aggressivi in battaglia. Lui, vescovo coraggioso, univa in segreto coppie cristiane, celebrando l’amore contro ogni imposizione. Guariva i ciechi, benediceva gli innamorati, fino al martirio. Oggi, le celebrazioni dal 13 al 14 febbraio – veglia, messa solenne, benedizione delle rose – portano quel messaggio nel 2026, con coppie siciliane da Trapani e Palermo che affrontano il viaggio per toccare la sua eredità. È un ponte tra passato e presente, un invito a vedere l’amore non come emozione fugace, ma come impegno paziente, che costruisce famiglie e comunità.
Perché Terni chiama, e come viverla oggi
Cosa spinge queste coppie a scegliere Terni? È il fascino di un santo che parla di amore autentico, in un’epoca di swipe e relazioni digitali. Per i fidanzati italiani, è un’opportunità per fermarsi, pregare insieme, e ripartire con una pergamena che profuma di futuro. Se siete una coppia, o semplicemente curiosi, la città offre itinerari romantici: la casa-museo del santo, il pozzo dei miracoli, agriturismi con vini umbri e passeggiate tra olivi. Le celebrazioni proseguono con eventi fino a marzo, perfetti per un weekend che unisce devozione e romanticismo. In fondo, come dice il vescovo, l’amore è quel “germogliare continuo” che rende la vita un giardino condiviso – e Terni ce lo ricorda ogni anno, con più forza.