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San Valentino, tra la moglie e l'amante: perché c'è differenza tra regalare un anello o gli orecchini
Il racconto di un gioielliere romano e i suoi consigli per "fare centro"
A San Valentino il dono non si nega a nessuno, che si tratti della moglie o dell’amante. Non mancano, infatti, gli uomini che si presentano dal gioielliere di fiducia per acquistare un presente per la consorte e uno per la relazione parallela, talvolta aggiungendo persino un terzo pacchetto “di scorta”, perché in amore, si sa, può accadere di tutto.
Parola di Maximiliano Liguori, notissimo gioielliere romano.
«Abbiamo persone – dice all’Adnkronos – che fanno più di un regalo, magari scegliendo non lo stesso gioiello ma simile e che poi escono dal negozio con due pacchetti. Però c'è anche chi ne ha fatti 3: due avevano un nome assegnato, moglie e amante, necessario per riempire la garanzia, e il terzo era una sorta di jolly sulla cui garanzia ci ha fatto scrivere genericamente il nome "Maria", perché è un nome abbastanza comune.»
«La mia è una gioielleria molto trasversale – sottolinea – e da noi viene il comune impiegato come la persona più importante, ci viene chiesto di lavorare su un budget complessivo da cui devono uscire più regali. Alcuni limitano la spesa, altri invece possono permettersi anche un budget illimitato avendo magari come obiettivo che il regalo "faccia centro"».
«È capitato – continua Liguori – che il gioiello per l’amante sia più costoso di quello destinato alla moglie perché magari è appena cominciata la relazione. Altri, invece, preferiscono regalare un gioiello più importante alla moglie perché così si tranquillizza, e vengono lasciati "più sciolti" di organizzarsi anche con un’altra persona.
Fino a qualche anno fa, comunque, il doppio gioiello era più comune, adesso è un po’ più raro.
Tra anello o bracciale – fa notare – non c’è un gioiello che rigorosamente viene scelto per la moglie o l’amante. Molto spesso la scelta è orientata alla praticità: se sono legami consolidati, come moglie o amante di lunga data, si va sull' anello perché si sa il numero del dito evitando un ritorno per la "messa a misura". In caso contrario, bracciale, girocollo, orecchini o ciondolo sono più semplici da regalare senza rischiare di sbagliare misura.
E sul rischio di essere scoperti, come si comporta il gioielliere di fiducia? «È capitato – ammette – che mogli che avessero il dubbio di venire tradite si presentassero in negozio chiedendoci se i mariti avevano fatto regali. Ovviamente queste sono informazioni che non vengono mai date e, in ogni caso, devono venire in negozio con il marito. Magari senza il doppio pacchetto».