il traguardo
Ottant’anni e venti nel cuore: Riccardo Cocciante riaccende la sua musica con un nuovo album, un film-evento e due tournée
Nell’anno del suo 80° compleanno, il cantautore torna con il singolo “Ho vent’anni con te” e un disco di inediti: tra palchi sotto le stelle e il kolossal “Notre Dame de Paris”, un 2026 costruito per restare
Il cantautore Riccardo Cocciante
È un venerdì d’inverno, 20 febbraio 2026, ma in studio il VU-meter corre come in un live: sul nastro passa una voce che conosciamo da sempre e che oggi si concede una sfida quasi controintuitiva—cantare il tempo non come perdita, ma come alleato. La voce è quella di Riccardo Cocciante; il brano, “Ho vent’anni con te”. Esce il giorno del suo compleanno, quando spegne simbolicamente le sue prime 80 candeline e accende un progetto nuovo di zecca: un album di inediti omonimo atteso per il 13 marzo 2026. È l’inizio di un anno-summa: un film in sala, una tournée estiva all’aperto, e il ritorno di “Notre Dame de Paris” sui più grandi palchi italiani. Un’agenda fittissima che racconta una sola idea, semplice e radicale: la giovinezza è uno stato dell’anima.
Il ritorno discografico: un singolo-manifesto e un album che suona “vivo”
“Ho vent’anni con te” non è soltanto un titolo riuscito: è un’idea di mondo. Il brano—firmato con Luc Plamondon e Pasquale Panella—viene descritto come un inno alla “giovinezza interiore” e alla fedeltà dei sentimenti, lì dove il tempo non cancella ma scolpisce. Pubblicato da Sony Music Italy in collaborazione con Boventoon, il singolo è la traccia-faro di un progetto che segna il rientro in studio dell’artista a distanza di circa vent’anni dall’ultimo album di inediti. Una scelta che, già in partenza, rifiuta la cartolina commemorativa e preferisce la scommessa sul presente.
Il disco “Ho vent’anni con te” arriverà il 13 marzo 2026 in più formati, compresi CD e vinile 180gr. In scaletta ci sono 12 brani inediti, scritti lungo un arco di anni e costruiti con firme “di casa” nel mondo coccianteano: da Mogol a Pasquale Panella, da Luc Plamondon a Jean-Loup Dabadie. Nelle note di presentazione, il progetto viene definito come un lavoro di band “in presa diretta”, con registrazioni pensate per restituire il calore del live dentro lo studio: un’idea sonora che punta sulla melodia, sulla voce e su testi che raccontano storie “senza tempo”. Tra i titoli: “Aerei”, “Personaggi di un romanzo”, “Amore, mare, morte”, “Le polaroid”, “Vai lupo, corri!”, “Piena di terra la mano mia”, “Odile”, “Amo gli amori”, “Un uomo in armi”, “L’ora delle rondini”, “Il pensiero che resta”. Prezzo di listino del CD: €17,90 (indicazione del negozio ufficiale).
Se il singolo è un autoritratto emotivo, l’album promette una camminata più lunga: identità riconoscibile e curiosità ancora accesa, senza rincorrere tendenze ma ascoltandole, filtrandole, accettando il rischio di un suono “vivo”. Un ritorno che parla anche a chi ha conosciuto Cocciante col tempo delle grandi ballad e a chi l’ha incontrato sulle tavole del teatro.
“Notre Dame de Paris”: il gigante torna in scena
Capitolo spettacolo. Dal 26 febbraio 2026 al 6 gennaio 2027, il kolossal “Notre Dame de Paris”—musiche di Riccardo Cocciante, testi originali di Luc Plamondon e adattamento italiano di Pasquale Panella—riparte dall’Teatro Arcimboldi di Milano e attraversa l’Italia con un fitto calendario curato da Vivo Concerti. L’operazione arriva a quattro anni di distanza dalle celebrazioni del ventennale italiano e si avvicina al traguardo dei 25 anni dal debutto nella nostra lingua, il 14 marzo 2002. Un viaggio di scena in scena che conferma come l’opera popolare moderna più esportata al mondo sia ancora un’esperienza collettiva, capace di parlare—oggi—di diversità, emarginazione, desiderio d’amore.
Il carnet delle date—già in aggiornamento nelle ultime settimane—indica soste prolungate a Milano tra fine febbraio e marzo, quindi tappe in grandi arene e luoghi simbolo del patrimonio italiano. Tra le città comunicate: Jesolo, Eboli, Pesaro, Reggio Calabria, Montichiari, Lugano, Genova, Senigallia, Reggia di Caserta, Ferrara, Lanciano, Sabaudia, Olbia, Palermo, Torre del Lago e, in autunno, anche Bergamo (alla ChorusLife Arena, 9–11 ottobre 2026). La produzione è firmata Vivo Concerti, erede del grande lavoro produttivo che—dalla stagione del debutto italiano—ha reso lo spettacolo un fenomeno intergenerazionale.
Sezione pratica per il pubblico: le prevendite e gli aggiornamenti sul calendario passano dai canali ufficiali di Vivo Concerti; per alcune piazze sono previste formule di riduzione (per esempio, sconti per bambini e gruppi) da verificare al momento dell’acquisto. Il consiglio è di fare riferimento ai partner autorizzati e—per date “calde” come Milano—muoversi con anticipo.
L’estate all’aperto: “Io… Riccardo Cocciante nel 2026”
Parallelamente al kolossal, Cocciante torna anche “in proprio” con la tournée open air “Io… Riccardo Cocciante nel 2026”, un itinerario che intreccia storia, emozione e luoghi. La partenza è fissata per il 20 giugno 2026 al Parco San Valentino di Pordenone; la chiusura il 12 settembre 2026 allo Sferisterio di Macerata. In mezzo, una sequenza di scenari unici: Piazza San Marco a Venezia il 25 giugno, il Teatro Greco di Siracusa il 30 giugno, l’Anfiteatro degli Scavi di Pompei il 4 luglio, Villa Erba a Cernobbio il 14 luglio, il Castello Carrarese a Este il 20 luglio, il Parco Archeologico di Egnazia a Fasano il 23 agosto, l’Anfiteatro dell’Anima a Cervere il 3 settembre, il Castello Visconteo Sforzesco a Vigevano il 9 settembre. Una mappa che invita a viaggiare non solo per ascoltare, ma per guardare: piazze storiche, siti archeologici, teatri naturali.
Non sorprende che proprio l’estate 2026 diventi la stagione “sinfonica” del progetto: la scrittura di Cocciante ha sempre dialogato con gli spazi, dalla camera più intima dei primi dischi al respiro corale dei grandi spettacoli. In queste venue, i brani “classici” e le nuove canzoni potranno letteralmente “prendere aria” e restituire quel suono “in presa diretta” che il disco annuncia.
Il film-evento: quattro giorni al cinema, poi la prima serata TV
Non solo musica, ma un racconto di vita con la grammatica del cinema. “Il mio nome è Riccardo Cocciante”—diretto da Stefano Salvati e prodotto da Daimon Film con Rai Documentari—arriva nelle sale dal 20 al 23 febbraio 2026 e propone un viaggio che intreccia archivio, testimonianze e sguardi sul presente creativo del cantautore. L’anteprima nazionale è fissata per il 23 febbraio a Roma (Cinema Multisala Lux). Il passaggio televisivo è previsto su Rai 1 il 4 marzo 2026, con disponibilità su RaiPlay dal 5 marzo: un doppio appuntamento che estende la platea e consegna il ritratto d’autore a chi non potrà essere in sala. Alcuni materiali del film, raccontano i produttori, includono anche elaborazioni con intelligenza artificiale come supporto visivo e narrativo.
Per il pubblico affezionato, il docufilm è l’occasione per rimettere in fila una biografia piena, da Saigon—dove Cocciante nasce il 20 febbraio 1946—a Roma, passando per la Francia, dove è noto anche come Richard Cocciante. Ma è anche un invito a riascoltare con orecchie nuove una voce che ha attraversato generazioni.