il caso
«Canzone da matrimonio di camorra», bufera sullo scivolone di Aldo Cazzullo su Sal Da Vinci
Il trionfo a Sanremo con "Per sempre sì" dagli ascolti da record, ad un accostamento che fa discutere
La 76ª edizione del Festival di Sanremo si è chiusa il 1º marzo 2026 con la vittoria di Sal Da Vinci e del suo brano "Per sempre sì", ma a dominare il post-Festival è una polemica che ha spaccato in due il Paese.
Aldo Cazzullo, vicedirettore del Corriere della Sera, ha innescato un vero e proprio incendio mediatico definendo la traccia "la più brutta della storia del Festival" e aggiungendo che potrebbe fare da "colonna sonora di un matrimonio della camorra" o, a essere generosi, a una canzone di Checco Zalone.
Le sue parole hanno immediatamente invaso social network e talk show, scatenando reazioni durissime. L'accostamento alla criminalità organizzata ha indignato una vasta fetta di pubblico e critica, portando ad accuse di pregiudizio geografico e di voler reiterare vecchi stereotipi sul Sud. Lo scrittore Maurizio de Giovanni ha replicato con fermezza, rivendicando che "popolare non significa di bassa qualità" e domandando con ironia a quanti matrimoni malavitosi il giornalista avesse mai partecipato.
La risposta di Napoli ha rapidamente trasformato l'amarezza in orgoglio civico. Mentre in città la canzone è già diventata un tormentone assoluto, il sindaco Gaetano Manfredi ha annunciato che l'11 marzo consegnerà a Sal Da Vinci la Medaglia della Città nella cornice del Maschio Angioino. Un riconoscimento istituzionale che celebrerà anche altri artisti campani, come i rapper Luchè e LDA o i direttori d'orchestra Pennino e Campagnoli, a conferma di un ecosistema creativo partenopeo in cui coesistono felicemente tradizione e contemporaneità urbana.
Polemiche a parte, i dati confermano il trionfo assoluto del brano. La serata finale ha registrato oltre 11 milioni di spettatori e il 68,8% di share, cifre da plebiscito di massa. Il brano di Da Vinci, artista con 40 anni di carriera alle spalle, ha spopolato persino su TikTok, dimostrando un appeal intergenerazionale che gli ha permesso di battere nella cinquina finale nomi come Sayf, Ditonellapiaga, Arisa e Fedez & Masini. Questa vittoria segna un prepotente ritorno alla centralità del racconto amoroso classico in un panorama musicale spesso dominato da contaminazioni elettroniche.