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Che fine farà OnlyFans, orfana del suo fondatore? Ecco chi è la donna che potrebbe deciderne il futuro

Radvinsky ha lasciato una macchina da guerra finanziaria. Yekaterina Chudnovsky, avvocata e benefattrice, è la figura chiave nella catena di comando

29 Marzo 2026, 22:29

Che fine farà OnlyFans, orfana del suo fondatore? Ecco chi è la donna che potrebbe deciderne il futuro

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La notizia è arrivata il 23 marzo 2026 e ha fatto il giro del mondo in poche ore: Leonid Radvinsky, il proprietario di OnlyFans, è morto a 43 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro. Con lui se ne va il cervello imprenditoriale che, a partire dal 2018, ha trasformato una piattaforma di nicchia in una delle macchine da soldi più redditizie dell'intero panorama digitale globale.

I numeri parlano da soli. Nel solo 2024, OnlyFans ha processato 7,2 miliardi di dollari di transazioni, con un utile ante imposte di 684 milioni. I dividendi incassati da Radvinsky hanno toccato quota 701 milioni di dollari nel 2025, dopo i 472 dell'anno precedente. Una piattaforma con oltre 4,6 milioni di creator e 377 milioni di utenti registrati, valutata dalle principali stime di mercato tra i 5,5 e gli 8 miliardi di dollari. Capisce bene, dunque, perché la domanda su chi guiderà il "dopo Radvinsky" non sia soltanto una questione di gossip finanziario.

Nelle ore successive alla notizia, tra ricostruzioni e indiscrezioni, un nome ha cominciato a emergere con insistenza: Yekaterina Chudnovsky, conosciuta come "Katie". Secondo quanto riportato da diversi media internazionali, tra cui la Repubblica, Radvinsky avrebbe trasferito nel 2024 il controllo della holding britannica Fenix International — la società madre di OnlyFans — a un trust di famiglia. Ed è in questo trust che Chudnovsky occuperebbe oggi una posizione determinante.

Chi è, esattamente? Tutt'altro che un volto da copertina. Avvocata d'impresa con un solido curriculum in operazioni societarie, fusioni e acquisizioni nel settore tecnologico, Chudnovsky è nota soprattutto per il suo impegno filantropico nella ricerca oncologica. Ha presieduto la GI Research Foundation dell'Università di Chicago, seduto nei board di Elicio Therapeutics e Immix Biopharma, e sostiene attivamente la Colorectal Cancer Alliance. Madre di quattro figli, il suo profilo pubblico è sempre stato lontano dai riflettori — il contrario esatto del business di cui potrebbe trovarsi a gestire le sorti.

Eppure, governare fondazioni biomediche con budget multimilionari, gestire rischi regolatori e sedere in board quotati non è poi così distante, per metodo, dal tenere in mano le redini di un colosso tech ad altissima esposizione mediatica. La cassetta degli attrezzi, in fondo, è la stessa.

Va detto con chiarezza: l'operatività quotidiana di OnlyFans resta saldamente nelle mani del management. Dal luglio 2023, la CEO è Keily Blair, avvocata irlandese esperta di compliance digitale, che ha impostato la strategia aziendale su due fronti precisi — il sostegno ai creator come imprenditori autonomi e l'allargamento della piattaforma oltre i contenuti esplicitamente per adulti. È lei a garantire la continuità nella fase di transizione.

Le grandi manovre strategiche, però — una possibile cessione, nuove partnership, scelte di governance straordinaria — passeranno quasi certamente anche dal trust. E dunque da Chudnovsky. Il dossier più caldo sul tavolo riguarda la trattativa in esclusiva con Architect Capital per l'acquisto di una quota di maggioranza, emersa già a gennaio 2026 secondo una rivelazione di Axios. La morte di Radvinsky potrebbe accelerare o ridisegnare quella trattativa, a seconda di come il trust è strutturato e di quali obiettivi la famiglia intende perseguire.

Quel che è certo è che OnlyFans resta un unicum nel panorama digitale: altissima marginalità, forte concentrazione del rischio reputazionale, dipendenza dai rapporti con provider di pagamento e piattaforme. Chiunque prenda decisioni sul suo futuro dovrà fare i conti con regolatori sempre più attenti, con le sfide dell'intelligenza artificiale generativa e con la pressione crescente per sistemi di verifica dell'età sempre più stringenti.

Radvinsky aveva costruito tutto questo in sei anni. Ora tocca ad altri decidere cosa farne.