L'udienza in vaticano
Dalla tragedia di Napoli all'appello del Papa: «Donare gli organi è un atto nobile»
Leone XIV ha incontrato i coordinatori della rete nazionale trapianti. Per la Sicilia c'era Giorgio Battaglia.
Il dolore per quanto è accaduto a Napoli ancora brucia. Quel viso sorridente spentosi troppo presto ha commosso tutta l'Italia. La catena di errori che si è susseguita nei fatti del piccolo Domenico hanno creato interrogativi e paure. Ma, in attesa che la macchina della giustizia segua il suo corso, gli attori che gestiscono la rete dei trapianti in Italia stanno continuando a lavorare per poter garantire il proseguimento delle tante battaglie vinte. Nei giorni scorsi c'è stato un incontro al Vaticano: Papa Leone XIV ha incontrato i partecipanti agli Stati Generali della Rete trapiantologica nazionale, promossi dal Centro Nazionale Trapianti per lanciare un messaggio forte sull'importanza della donazione degli organi. Il Santo Padre ha ricevuto in udienza anche Giorgio Battaglia, coordinatore del Ctr Sicilia.
Nel suo discorso, il Pontefice ha ricordato una ricorrenza simbolo per la medicina italiana: i settant'anni dalla prima donazione di organi nel Paese. Correva l'anno 1956 quando il Beato don Carlo Gnocchi dispose il prelievo delle proprie cornee per restituire la vista a due piccoli assistiti della sua Opera. Un gesto definito dal Pontefice come il "motore" che avviò la riflessione legislativa e morale in Italia, subito sostenuta dall'orientamento di Pio XII e, successivamente, dal magistero di San Giovanni Paolo II e Papa Francesco.
Leone XIV ha definito il perimetro etico entro cui deve muoversi la medicina dei trapianti. Se da un lato ha definito la donazione post-mortem un "atto nobile e meritorio" da incoraggiare come espressione di fraternità universale, dall'altro ha lanciato un monito rigoroso contro le derive del mercato. «Occorre sempre vigilare per evitare ogni forma di mercificazione del corpo umano», ha detto il Papa. Rivolgendosi ai medici, agli infermieri e ai volontari della Rete nazionale il Santo Padre ha espresso gratitudine per un lavoro spesso "esigente e nascosto". Ha incoraggiato il proseguimento della ricerca scientifica, necessaria per rispondere a una domanda di organi che supera ancora ampiamente la disponibilità, ma con una condizione imprescindibile: il progresso deve sempre essere orientato al bene integrale della persona e al rispetto della sua dignità.
In chiusura, Leone XIV ha rivolto un appello alle istituzioni e al mondo del volontariato affinché non si fermi l'opera di sensibilizzazione. L'obiettivo è far crescere una cultura della donazione che sia "consapevole, libera e condivisa", trasformando un momento di dolore e perdita in un segno concreto di speranza e di vita per il prossimo.