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il caso

Vip, manager e campioni dello sport: chi sono i personaggi nel Mirino degli hacker scoperti dalla Procura di Milano

L'inchiesta Equalize si allarga a 81 nuovi indagati. Così una società meneghina ha trasformato lo spionaggio in un servizio commerciale di lusso con un tariffario preciso. I segreti del sistema "Beyond" .

09 Aprile 2026, 16:15

Vip, manager e campioni dello sport: chi sono i personaggi nel Mirino degli hacker scoperti dalla Procura di Milano

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Negli uffici a due passi dal Duomo di Milano, secondo la Procura meneghina, operava Equalize, la società investigativa finita al centro di un’inchiesta senza precedenti sulla raccolta illecita di informazioni.

La Procura di Milano ha notificato la chiusura delle indagini preliminari per 81 persone nel secondo filone dell’indagine e, il 9 aprile 2026, ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per i 15 indagati del primo troncone.

Tra le figure ritenute apicali dagli inquirenti compaiono Enrico Pazzali, l’informatico Nunzio Samuele Calamucci e l’ex poliziotto Carmine Gallo, quest’ultimo deceduto nel marzo 2025.

Al centro della presunta associazione per delinquere, sempre secondo l’accusa, vi sarebbe stata la compravendita sistematica di informazioni riservate, trasformate da eccezione a vero e proprio prodotto commerciale.

Il fulcro tecnologico sarebbe stato “Beyond”, piattaforma evoluta che poggiava su cinque database con server dislocati tra Milano, Londra e la Lituania.

L’elemento di svolta, per i magistrati, riguarderebbe l’accesso abusivo allo Sdi, il sistema interforze del Ministero dell’Interno: un aggiramento dei controlli che avrebbe consentito di attingere direttamente a precedenti e segnalazioni sensibili.

Non episodi sporadici, ma — nella lettura accusatoria — una vera “industrializzazione” dell’accesso a dati riservati.

I dossier venivano predisposti sulla base di un listino prezzi aziendale rigoroso: abbonamenti base da 10.000 euro e pacchetti da 15.000 euro per 50 report. Il tariffario includeva report TIPS a 1.000 euro, KYC a 5.000 ed EIDD, i più complessi, a 15.000 euro.

Il margine di profitto, sempre secondo gli atti, sarebbe stato elevatissimo, poiché fino all’86,6% del contenuto sarebbe derivato da dati acquisiti illecitamente. Tra il 2022 e il 2024 la società avrebbe servito circa 400 clienti.

Ricostruzioni giornalistiche citano pagamenti per 17 mila euro riconducibili a un dirigente Barilla, 25 mila relativi ad attività per Heineken Italia, 120 mila per Brt e quasi 1,1 milioni per la romana Fenice srl, indicata come il cliente di maggior peso economico. La platea degli “attenzionati” restituirebbe l’immagine di un sistema capace di toccare sport, finanza e intrattenimento.

Tra i nomi emersi negli atti figurano l’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio, i banchieri Matteo e Fabio Arpe e volti noti come Christian Vieri, Fabrizio Corona e Selvaggia Lucarelli.

Emblematica la vicenda legata all’olimpionico Marcell Jacobs: il dossieraggio, secondo l’accusa, avrebbe coinvolto il suo staff e chiamato in causa anche Giacomo Tortu, fratello di Filippo a dimostrazione di un interesse capace di insinuarsi fin dentro la competizione sportiva.

I numeri dell’infrastruttura delineati dagli inquirenti sono imponenti: 52.811 estrazioni abusive dallo Sdi, 108.805 atti archiviati, 15 terabyte di dati e una banca dati parallela di circa 800 mila fascicoli.

Per il pm Francesco De Tommasi gli indagati avrebbero rappresentato un rischio tale da poter “tenere in pugno” cittadini e istituzioni, con la capacità di condizionare dinamiche imprenditoriali e pubbliche.

Mentre gli 81 indagati del secondo filone si preparano a depositare memorie difensive e a confrontarsi con le contestazioni, il caso Equalize consegna un monito inquietante: nell’era della memorizzazione digitale pervasiva, il confine tra investigazione lecita e commercio clandestino di dati può diventare labile. E il vero privilegio, più che un’opinione, rischia di essere “possedere una scheda segreta sugli altri”.