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il caso

«I poliziotti devono morire tutti»: chi è l'ex talento di Amici finito in cella

Simone Benedetti, protagonista della terza edizione del programma tv, arrestato nella Capitale dopo aver seminato il panico e minacciato gli infermieri

02 Giugno 2026, 18:24

«I poliziotti devono morire tutti»: chi è l'ex talento di Amici finito in cella

Una notte di tensione all’Aurelia Hospital di Roma ha riportato sotto i riflettori, in circostanze drammatiche, un volto noto della tv dei primi Duemila: Simone Benedetti, ex concorrente della terza edizione di “Amici di Maria De Filippi”.

Tra il 2003 e il 2004 aveva raggiunto la fase serale del talent, diventando uno dei protagonisti di quella stagione. Oggi, però, è finito nei guai. Benedetti sarebbe arrivato in ospedale dopo un investimento. Richiamato dal personale perché stava fumando nella sala d’attesa, avrebbe reagito con crescente aggressività. Stando a quanto emerso, la situazione sarebbe rapidamente degenerata: dalle offese si sarebbe passati alle minacce, con il lancio di un casco e di uno skateboard durante l’attesa. A un’infermiera avrebbe intimato di conoscere il suo indirizzo e di poterla rintracciare, arrivando persino a minacciare di “far saltare” il reparto.

All’arrivo della Polizia, l’ex ballerino avrebbe urlato: “I poliziotti devono morire tutti”. Avrebbe poi tentato una fuga a piedi verso l’esterno della struttura, urtando un’auto di servizio, prima di essere bloccato e ammanettato.

Con le accuse di resistenza e violenza privata aggravata, Benedetti è stato condotto in tribunale: il giudice ha convalidato l’arresto e disposto per lui l’obbligo di dimora a Roma. In sede giudiziaria, assistito dall’avvocato Giovanni Ferrari, l’ex volto di “Amici” ha fornito una versione diametralmente opposta delle fasi del fermo, denunciando maltrattamenti, di essere stato trascinato a terra e persino legato con del nastro adesivo.

Le indagini, tuttora in corso, dovranno chiarire la dinamica dei fatti e accertare le responsabilità, verificando la fondatezza delle accuse incrociate.