TRASPORTO AEREO
Finestrini aperti in decollo e atterraggio: il piccolo gesto che in aereo può valere secondi decisivi
Non è una fissazione dell’equipaggio né una formalità da routine: dietro la tendina alzata c’è una logica precisa
C'è un momento, poco prima del decollo o subito prima dell'atterraggio, in cui l'atmosfera in cabina cambia. Gli assistenti di volo controllano che i sedili siano dritti, i tavolini chiusi, i bagagli sistemati e, spesso, che le tendine dei finestrini siano alzate.
Molti passeggeri considerano quest'ultima richiesta una semplice formalità. In realtà ha una funzione precisa: aumentare la sicurezza nei momenti più delicati del volo.
Perché proprio decollo e atterraggio?
Nel settore aeronautico queste sono considerate le fasi più critiche. Non perché il resto del viaggio sia pericoloso, ma perché vicino al suolo i margini di errore si riducono e qualsiasi anomalia richiede reazioni immediate.
Le statistiche dell'aviazione mostrano che la maggior parte degli incidenti avviene proprio durante l'approccio e l'atterraggio. Per questo ogni dettaglio viene ottimizzato per consentire all'equipaggio e ai passeggeri di reagire nel modo più rapido possibile.
A cosa serve tenere il finestrino aperto?
La risposta più semplice è: vedere cosa succede fuori.
Con la visuale libera, equipaggio e passeggeri possono accorgersi immediatamente di eventuali problemi come fumo, fuoco, detriti sulla pista, presenza di acqua o danni visibili all'aereo. In caso di evacuazione, inoltre, è possibile capire quale lato del velivolo sia più sicuro da utilizzare.
Si tratta di una fonte di informazioni immediata che non richiede strumenti né comunicazioni aggiuntive.
Gli occhi si adattano più velocemente
C'è anche un'altra ragione, meno intuitiva ma molto importante.
Tenere aperte le tendine aiuta gli occhi ad adattarsi alla luminosità esterna. Se dovesse verificarsi un'emergenza durante decollo o atterraggio, passeggeri ed equipaggio sarebbero già abituati alle condizioni di luce presenti all'esterno, che si tratti di pieno giorno, nebbia, pioggia o oscurità notturna.
Lo stesso principio spiega perché spesso le luci della cabina vengono attenuate durante queste fasi: ridurre il contrasto tra interno ed esterno permette di orientarsi più rapidamente se qualcosa va storto.
In emergenza contano i secondi
Le normative europee prevedono che un aereo di linea possa essere evacuato in 90 secondi o meno, anche con soltanto metà delle uscite disponibili.
In una situazione del genere ogni secondo è prezioso. Se l'equipaggio deve decidere rapidamente quali porte utilizzare, poter osservare immediatamente l'esterno può fare la differenza tra un'evacuazione ordinata e una situazione molto più critica.
Con i finestrini aperti è più facile individuare fuoco, fumo, ostacoli o altri pericoli vicino alle uscite. Anche i soccorritori che intervengono da terra possono valutare più rapidamente ciò che accade all'interno della cabina.
Perché insieme al finestrino chiedono anche di chiudere il tavolino?
Tutte le richieste fatte prima del decollo e dell'atterraggio seguono la stessa logica.
- Sedile in posizione verticale: lascia più spazio a chi deve muoversi dietro.
- Tavolino chiuso: elimina ostacoli e possibili punti d'impatto.
- Bagagli sistemati: mantiene liberi i corridoi.
- Finestrino aperto: garantisce visibilità verso l'esterno.
Non sono regole indipendenti, ma parti di un unico sistema pensato per rendere la cabina più sicura e facilmente evacuabile.
È una regola uguale in tutto il mondo?
Non esattamente.
Non esiste una norma universale che imponga in ogni Paese e su ogni compagnia di tenere sempre aperti i finestrini. Tuttavia molte compagnie aeree, soprattutto in Europa, Asia e Medio Oriente, includono questa procedura nei propri protocolli operativi.
Quando l'equipaggio la richiede, smette di essere una semplice raccomandazione e diventa un'istruzione da seguire.
Anche chi è fuori deve poter vedere dentro
Un aspetto spesso trascurato riguarda i soccorsi.
Con le tendine aperte, i vigili del fuoco aeroportuali e le squadre di emergenza possono valutare più rapidamente la situazione all'interno dell'aereo: presenza di fumo, fiamme o passeggeri in difficoltà. In caso di intervento urgente, anche questa visibilità può accelerare decisioni fondamentali.
Un piccolo gesto che ha una logica precisa
Dal punto di vista del passeggero, tenere il finestrino aperto può sembrare scomodo: entra più luce, aumenta il calore e magari si interrompe un sonnellino. Ma durante decollo e atterraggio il comfort passa in secondo piano rispetto alla sicurezza.
La prossima volta che un assistente di volo chiederà di raddrizzare il sedile, chiudere il tavolino e alzare la tendina, non starà imponendo un rituale burocratico. Starà applicando una serie di procedure studiate per rendere l'aereo pronto a gestire anche gli eventi più improbabili.
E in un'emergenza, quando il tempo diventa la risorsa più preziosa, anche un semplice finestrino aperto può fare la differenza.