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il caso

Il giallo della stanza a Buckingham Palace negata a Harry: un altro capitolo della "guerra" dei Windsor

Guerra di comunicati sull'alloggio tra lo staff del principe e la Corona. Intanto si attende la sentenza esplosiva contro il Daily Mail

06 Luglio 2026, 14:17

14:20

Il giallo della stanza a Buckingham Palace negata a Harry: un altro capitolo della "guerra" dei Windsor

Un semplice letto a Buckingham Palace è diventato l’ennesimo terreno di scontro politico-mediatico tra il principe Harry e la famiglia reale britannica.

La trasferta londinese del Duca di Sussex, concepita per scandire il conto alla rovescia di un anno agli Invictus Games di Birmingham, in programma nel luglio 2027, ha riacceso i riflettori sui problemi dentro la Famiglia Reale.

L’ultimo attrito nasce da una vera e propria guerra di comunicati sull’alloggio del principe. Le due versioni si escludono a vicenda. Da un lato, il team di Harry sostiene che il Duca avesse accettato l’invito a soggiornare nella residenza reale dopo un colloquio con il padre, Re Carlo III, e lascia trapelare delusione per un presunto ripensamento dell’ultimo minuto.

Dall’altro, fonti vicine alla Corona replicano che l’offerta non sarebbe stata confermata entro la scadenza fissata — la fine della scorsa settimana — rendendo di fatto impossibile predisporre la permanenza nel rispetto dei rigidi protocolli di sicurezza e di servizio richiesti a Buckingham Palace.

Dietro la disputa logistica affiora però un nodo più profondo: la tutela personale e la protezione della famiglia. Nel maggio 2025, Harry ha perso il ricorso contro l’Home Office per il ripristino della scorta automatica finanziata con fondi pubblici. Ritenendo ancora elevato il livello di minaccia, Meghan Markle e i figli, Archie e Lilibet, hanno scelto di non accompagnarlo a Londra.

Per il team dei Sussex, la garanzia di una residenza reale non basta, poiché “il rischio segue la persona, non il luogo”. Dal canto suo, la Casa reale ha presentato l’offerta di ospitalità come il massimo consentito dall’orizzonte istituzionale, non avendo competenza sulle misure di polizia.

A complicare ulteriormente il quadro contribuisce una coincidenza temporale quanto mai sensibile per la monarchia: il 7 luglio 2026 è attesa la sentenza dell’Alta Corte di Londra nella causa contro Associated Newspapers Limited, editore del Daily Mail. Il processo, avviato a gennaio 2026 e durato circa dieci settimane, vede Harry e altre figure di spicco accusare il gruppo editoriale di gravi intrusioni nella vita privata, pratiche che secondo il principe avrebbero reso l’esistenza di Meghan “una miseria”.

La prudenza di Buckingham Palace sul capitolo alloggi potrebbe dunque avere una valenza squisitamente politica: evitare qualsiasi ombra di coinvolgimento istituzionale in una controversia giudiziaria tanto esposta e personale. Se Harry fosse stato ospitato a corte proprio nel giorno del verdetto, il rischio di sovrapporre l’immagine della monarchia alla sua battaglia privata contro i tabloid sarebbe stato elevatissimo.