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IL RIENTRO

Harry e Meghan tornano in Gran Bretagna: perché per Buckingham Palace il vero rischio comincia adesso

La scelta dei Sussex di fermarsi a lungo con Archie e Lilibet riapre il dossier più delicato per la Corona: una presenza vicina, visibile e non più governabile

03 Settembre 2026, 12:19

12:20

Harry e Meghan tornano in Gran Bretagna: perché per Buckingham Palace il vero rischio comincia adesso

Harry e Meghan, il ritorno nel Regno Unito? Un (vero) incubo per Buckingham Palace

Il ritorno di Harry e Meghan in Gran Bretagna non somiglia a una riconciliazione e neppure a un semplice cambio di residenza. Per Buckingham Palace è l’inizio di una fase più insidiosa: i Sussex tornano vicini alla monarchia, ma restano fuori dal suo controllo.

Il punto non è soltanto dove vivranno, ma che cosa rappresenteranno una volta di nuovo in Gran Bretagna. Il ritorno del principe Harry e di Meghan Markle con i figli Archie e Lilibet, dopo sei anni di vita negli Stati Uniti, riporta al centro della scena una questione che Buckingham Palace considera delicata da tempo: come gestire una coppia che resta dentro l’orbita simbolica della monarchia, pur avendone lasciato i ranghi operativi.

Secondo quanto riferito da Associated Press, i Sussex hanno deciso di trascorrere nel Regno Unito un periodo prolungato, mantenendo però anche la loro casa di Montecito, California, e senza riprendere alcun ruolo ufficiale nella famiglia reale. I figli della coppia, Archie, 7 anni, e Lilibet, 5, risultano iscritti a scuole britanniche con inizio delle lezioni a settembre; la famiglia dovrebbe vivere in una residenza privata fuori Londra.

Questo dettaglio, più ancora del viaggio dalla California, spiega perché la notizia abbia provocato un contraccolpo politico-mediatico a corte. L’iscrizione dei bambini a scuola e la scelta di una permanenza non breve trasformano il rientro in qualcosa di più di una visita familiare: segnano l’avvio di una nuova fase, ancora ibrida, in cui Harry e Meghan tornano fisicamente nel Paese ma restano, almeno formalmente, figure esterne al meccanismo istituzionale della Corona.

È su questo terreno che si inserisce l’allarme del commentatore reale Richard Fitzwilliams, rilanciato da Fox News Digital e ripreso da Adnkronos: il ritorno dei Sussex potrebbe trasformarsi in un vero "incubo" per Buckingham Palace. La sua tesi è precisa: il problema non sarebbe solo la tensione familiare, ma l’impossibilità di esercitare un controllo effettivo sulla coppia. Se gli impegni pubblici dei Sussex dovessero sovrapporsi al calendario della Corona, sostiene Fitzwilliams, il rischio sarebbe quello di oscurare iniziative e messaggi della famiglia reale.

Il nodo, in particolare, riguarda Meghan e la sua libertà di muoversi sul piano mediatico e commerciale. L’analisi di Fox insiste su un punto: vivendo nel Regno Unito da privati cittadini, ma conservando l’enorme potenza simbolica dei titoli e della notorietà globale, i Sussex potrebbero continuare a sviluppare iniziative imprenditoriali e apparizioni pubbliche senza la supervisione che accompagna invece i membri attivi della famiglia reale. È proprio questa zona grigia, più che il semplice rientro geografico, ad alimentare le preoccupazioni di chi osserva la monarchia dall’interno.

Un ritorno che non cancella la rottura del 2020

Per capire la sensibilità del dossier bisogna tornare alle decisioni prese tra 2020 e 2021. Sul sito ufficiale della Royal Family è ancora richiamato il quadro definito allora: i Sussex hanno scelto di fare un passo indietro come membri senior della famiglia reale e, nel febbraio 2021, Buckingham Palace ha confermato che non sarebbero tornati a essere working royals. In altre parole, possono restare membri amati della famiglia, ma non rappresentano la Corona in veste ufficiale.

È qui che nasce la contraddizione che oggi torna a galla. Harry e Meghan non rientrano per riprendere doveri istituzionali, e nessuna fonte autorevole indica un loro reintegro nel nucleo operativo della monarchia. Allo stesso tempo, la loro presenza sul suolo britannico li rende inevitabilmente protagonisti del dibattito pubblico, delle cronache di corte e del confronto, spesso ruvido, con il resto della famiglia reale. La loro sola agenda privata, in un sistema mediatico come quello britannico, può diventare materia politica e simbolica.

Il problema per il Palazzo non è solo familiare

Per Re Carlo III, il ritorno del figlio minore può anche avere una dimensione personale: più vicinanza ai nipoti, più occasioni di contatto, forse la possibilità di attenuare una frattura familiare che dura da anni. Ma sul piano istituzionale la questione è più complessa. Associated Press osserva che la sfida maggiore resta il rapporto con il principe William, incrinato dalle accuse pubbliche e dal contenzioso mediatico degli ultimi anni. Se la riconciliazione non arriverà, ogni presenza dei Sussex nel Paese rischierà di essere letta come una pressione aggiuntiva sul futuro della monarchia.

In questo scenario, la parola “incubo” usata da Fitzwilliams non va interpretata soltanto in chiave scandalistica. Descrive un problema di governance dell’immagine: una monarchia costituzionale vive di equilibrio, disciplina del messaggio, gerarchia dei ruoli. I Sussex, invece, combinano libertà operativa, rilevanza globale e una capacità ormai autonoma di produrre attenzione mediatica. Non sono più dentro la macchina, ma non sono nemmeno davvero fuori dal suo campo gravitazionale.

Per il lettore, la novità decisiva è questa: il ritorno nel Regno Unito non riavvolge il nastro del “Megxit”, né lo supera. Apre piuttosto una fase nuova, più ambigua e potenzialmente più difficile da amministrare. Harry e Meghan tornano in Gran Bretagna da privati cittadini con un cognome, un passato e un peso simbolico che privati non sono mai stati davvero. E Buckingham Palace, proprio per questo, sa che il problema non sarà semplicemente accoglierli o ignorarli: sarà convivere con la loro presenza senza poterla governare.