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la storia

L'ombra di Diana sulla Corona: il libro di Charles Spencer riapre lo scontro con re Carlo

Nel memoir “Swan Song” il fratello della principessa rievoca le drammatiche telefonate del 1997 e le tensioni sul funerale; la dura e insolita replica di Buckingham Palace mette in dubbio la lucidità dei suoi ricordi

17 Settembre 2026, 21:04

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L'ombra di Diana sulla Corona: il libro di Charles Spencer riapre lo scontro con re Carlo

Quasi trent’anni dopo il corteo funebre seguito in mondovisione, con due principi adolescenti dietro il feretro della madre, la memoria di Diana continua a spaccare profondamente la famiglia Spencer e la Casa reale britannica.

Nel nuovo libro Swan Song: Diana, My Sister, Charles Spencer, fratello minore della principessa di Galles, rievoca i drammatici colloqui avuti con l’allora principe Carlo nelle ore successive all’incidente di Parigi, avanzando accuse pesanti nei confronti del futuro sovrano e innescando una reazione insolitamente dura e ufficiale da parte di Buckingham Palace. La telefonata contestata e le accuse al futuro re Al centro della polemica c’è una conversazione telefonica privata avvenuta dopo la tragedia del 31 agosto 1997, quando Diana morì a 36 anni nel tunnel del Pont de l’Alma.

Nel memoir, Spencer attribuisce all’ex cognato un tono sorprendentemente leggero, quasi entusiasta, paragonandone l’atteggiamento a quello di “chi ha appena vinto alla lotteria”, improntato a un approccio freddo e pratico. In un secondo scambio, relativo all’organizzazione delle esequie, sostiene inoltre che l’allora principe di Galles avrebbe affermato che Diana sarebbe stata presto dimenticata dall’opinione pubblica.

Di fronte a ricostruzioni ritenute lesive per l’immagine di re Carlo III, Buckingham Palace ha abbandonato la consueta linea del silenzio riservata ai memoriali sulla famiglia reale. Senza entrare nel merito parola per parola, un portavoce della Corona ha emesso una formale smentita, sottolineando come il sovrano sia consapevole che il dolore per la perdita traumatica di una sorella possa condizionare il giudizio, offuscare la ragione e alterare la memoria anche a molti anni di distanza. Gli osservatori ricordano, peraltro, che si tratta della percezione soggettiva di Spencer: non esistono registrazioni né riscontri indipendenti.

Le azioni ufficiali compiute da Carlo nel 1997 — dal viaggio a Parigi per il rimpatrio della salma all’allestimento degli onori cerimoniali — delineano, secondo gli analisti, un quadro istituzionale più complesso. La disputa sul corteo con William e Harry Il libro riapre anche la ferita della decisione di far camminare i giovani principi William, allora quindicenne, e Harry, dodicenne, dietro la bara della madre il 6 settembre 1997.

Spencer racconta di essersi opposto con fermezza quando l’ipotesi gli fu sottoposta dallo staff di Elisabetta II, convinto che Diana non avrebbe mai voluto sottoporre i figli a una simile prova pubblica. Secondo l’autore, fu Carlo a tentare di persuaderlo ricordando di aver fatto lo stesso, da trentenne, ai funerali del prozio Lord Mountbatten nel 1979. Un parallelo che Spencer dice di aver respinto, ritenendolo improprio tra un adulto e due bambini traumatizzati, dando origine a uno scontro telefonico particolarmente acceso.

Alla fine, i due ragazzi percorsero il tragitto insieme al padre, al nonno Filippo e allo zio materno. In età adulta, Harry ha giudicato severamente quella scelta, dichiarando che “a nessun bambino dovrebbe mai essere chiesto di fare una cosa del genere”. Un memoir verso il trentennale Swan Song, 384 pagine, edito da Penguin Random House, uscirà il 22 settembre 2026, in vista del trentesimo anniversario della scomparsa di Diana, che ricorrerà il 31 agosto 2027.

Spencer afferma di voler ripercorrere l’infanzia condivisa, l’ingresso della sorella nella monarchia e le convulse giornate del lutto, riallacciandosi all’orazione funebre pronunciata a Westminster Abbey nel 1997, quando promise di proteggere i nipoti dalle rigidità della tradizione. Per lo zio materno, il volume è un tentativo di restituire Diana alla sua dimensione più umana e familiare; per la Corona, invece, è un racconto filtrato dall’emotività del lutto.