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Favoreggiamento immigrazione clandestina, due trapanesi detenuti in Francia

La questura di Trapani ha confermato l' arresto dei due che avrebbero "coperto" il reato con un'attività turistica

Favoreggiamento immigrazione clandestina, due trapanesi detenuti in Francia

Palermo - Per la gendarmeria, l’attività turistica sarebbe stata soltanto una copertura perché lo scopo in realtà sarebbe stato quello di gestire il viaggio di alcuni clandestini dal Nord della Francia all’Inghilterra. Con quest’accusa due trapanesi, Renato Barbera e Massimo Carpentieri, da qualche mese sono rinchiusi in un carcere d’Oltralpe. Le autorità francesi hanno informato la Questura di Trapani che ha confermato l’arresto dei due italiani.


Alcuni conoscenti descrivono Barbera come un personaggio che ha sempre amato mettersi in mostra: fino a pochi mesi fa è stato visto per le strade di Trapani alla guida di un grosso fuoristrada 'Hummer'. Non ha un vero e proprio lavoro: negli anni passati ha fondato un poligono di tiro, Asd Casal Monaco, nelle campagne trapanesi, a Fulgatore, all’interno di una cava dismessa. Saltuariamente, come bodyguard forniva servizi di sicurezza in occasione di eventi musicali, anche nel palermitano. Qualche anno fa ebbe assegnato un gommone di 13 metri, confiscato alla criminalità organizzata, che ha usato per alcuni mesi; sul natante c'era impresso il logo della Croce rossa italiana. Sul suo profilo Facebook si legge che è caporale autista della Croce rossa militare oltre che vigile del fuoco discontinuo. Negli anni Novanta, ricorda un suo compagno di squadra, l’italoargentino Pablo Nieto, giocava nella squadra di football americano 'Kaimanì di Erice. «Era un grande appassionato di football e, all’epoca era un giocatore di punta», ricorda Nieto, il quale dice di non avere sue notizie da oltre un anno. Massimo Carpentieri, fino a qualche mese fa ha gestito la gelateria e nutelleria 'Panna Montatà in via Errante a Trapani. Poi è andato via e di lui in città non si è saputo più nulla. Secondo notizie, che non trovano al momento conferme ufficiali, pare che i due trapanesi siano coinvolti in un’indagine più complessa, e questo spiegherebbe la lunga detenzione preventiva. 

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