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Trapani

Cane reagisce a coda pestata, sentenza da rivedere a Castelvetrano

Di Carmela Marino

ROMA - Non sempre il padrone del cane è responsabile dei comportamenti aggressivi del suo quattrozampe, a volte l’animale - di solito tranquillo e socievole - può aver reagito in maniera del tutto imprevedibile e nonostante fosse tenuto al guinzaglio perché si è sentito "vittima" e ha "risposto" per le rime sentendosi in pericolo. Lo sottolinea la Cassazione - verdetto 50562 - che ha accolto il ricorso della proprietaria di un cane condannata per lesioni perché il suo "Nostromo" aveva morso un bambino ad una gamba dopo che il piccolo gli era passato con la bicicletta sulla coda. Al ragazzino erano stati diagnosticati sette giorni di prognosi.

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Ad avviso della Suprema Corte simili casi potrebbero essere frutto del caso fortuito e i proprietari non avrebbero "colpa" del concatenarsi degli eventi che si sono prodotti nonostante l'approntamento di tutte le cautele. «A tal proposito - rileva la Cassazione - se è pur vero che la posizione di garanzia che grava sul detentore del cane "copre" anche i comportamenti imprudenti altrui e che la colpa della vittima che ponga in essere un comportamento imprudente può al più concorrere con quella del garante, ma non elide quest’ultima, va tuttavia osservato come nel caso di specie ci si trovi di fronte ad evenienza caratterizzata da assoluta abnormità ed eccentricità, che andava comunque presa in considerazione e che non poteva ritenersi "tout court" irrilevante».


Così adesso il Giudice di pace di Castelvetrano (Trapani) dovrà rivedere la sua decisione di condannare la padrona di 'Nostromò e dovrà prestare la giusta considerazione al fatto che la donna teneva il cane al guinzaglio, che non c'era obbligo di museruola trattandosi di quattrozampe mansueto e di modeste dimensioni e che «si era in presenza di caso fortuito avendo il cane reagito, dopo che la bicicletta condotta dal minore gli era passata sulla coda». Nella sentenza di condanna, invece, il giudice di pace aveva ritenuto «irrilevante» il fatto che il cane fosse o meno tenuto al guinzaglio e che il piccolo Luca s. avesse «calpestato con una ruota la coda del cane».  

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