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I pescatori siciliani liberati dai libici verso casa: «Regalo di Natale»

Trapani

I pescatori siciliani liberati dai libici verso casa: «Regalo di Natale»

Di Redazione

«Buon rientro a casa» ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, pubblicando una foto dei pescatori di Mazara del Vallo liberati in Libia dopo essere stati trattenuti per 108 giorni ostaggio delle milizie del generale Haftar.

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Il premier Conte, assieme al ministro degli Esteri Di Maio, si era recato a Bengasi proprio per mettere nero su bianco alla procedura di liberazione. In totale erano 18 i marittimi, 8 italiani, 6 tunisini, 2 indonesiani e 2 senegalesi, che a settembre erano stati arrestati durante una battuta di pesca dalle autorità libiche del governo non riconosciuto di Haftar. Erano a bordo di due pescherecci di Mazata, l’Antartide e il Medinea, L'accusa nei loro confronti era violazione delle acque territoriali libiche anche se successivamente addirittura erano stati accusati di traffico di droga. Addirittura era stata avanzata l'ipotesi di uno scambio di "prigionieri" con alcuni calciatori libici accusati di essere degli scafisti e responsabili di un naufragio con 49 morti.  

«Finalmente, aspettavamo questo regalo di Natale», hanno commentato i familiari dei pescatori. «Stamattina questa notizia mi ha fatto rinascere dopo tre mesi bui e di disperazione. Non vedo l'ora di riabbracciare mio figlio», ha aggiunto Rosetta Ingargiola, mamma di Pietro Marrone, uno dei pescatori incarcerati. Il gruppo è già partito alla volta dell’Italia a bordo dei loro pescherecci Antartide e Medina. 

«Mia figlia Gaia da una settimana baciava continuamente la foto di mio marito e oggi la lieta notizia. Finalmente passeremo il Natale con tutta la famiglia». Marika Macaddino ha 27 anni ed è la moglie più giovane dei 18 pescatori liberati stamane in Libia. Marika ha sentito al telefono il marito, Giacomo Giacalone, 32 anni, tramite una telefonata con un cellulare libico che avevano a bordo i pescatori. «Ci siamo messi a piangere tutte due - racconta Marika - non sapevamo cosa dirci. È stato Giacomo a tranquillizzarmi: 'Amore mio la mia forza siete stati tu e la mia piccola Gaia». Giacomo Giacalone è partito da Mazara del Vallo lo scorso 20 agosto. La moglie Marika lo ha sentito l’ultima volta 74 giorni fa. Stamattina la telefonata di gioia per la liberazione. 

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