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Pescatori liberati, una moglie: «Segni di violenza in foto di mio marito»

Trapani

Pescatori liberati, una moglie: «Segni di violenza in foto di mio marito»

Di Redazione

PALERMO - «Il giorno dopo il sequestro dei pescherecci ho ricevuto una foto di mio marito e ho visto che aveva l’occhio destro semichiuso e la guancia arrossata, segno che aveva subito violenze». Lo dice Marika Calandrino, moglie di Giacomo Giacalone, marinaio trentatreenne del peschereccio Anna Madre sfuggito al sequestro. La donna ha sentito il marito il 13 novembre e ieri, ma della questione non hanno mai parlato: «Tra di noi - spiega Marika - esiste un codice di comunicazione tutto nostro. Quando gli ho chiesto come stava, mi ha risposto dicendo che è "come quando ti schiaccio l’occio, e cioè non posso parlare". Questo, nel nostro linguaggio significa "ora sto bene ma prima no"».

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Marika Calandrino conserva la foto con il volto del marito, «ma non posso mostrarla», dice. «Non vedo l’ora di riabbracciarlo, sono quattro mesi che non lo vedo. La nostra bambina, Gaia, che ha un anno e 5 mesi, quando lui è partito, il 20 agosto, si muoveva con il girello. Adesso parla, corre e bacia la foto del suo papà».

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