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Multa a peschereccio Antartide, Guardia Costiera: «Non è legata al sequestro»

Trapani

Multa a peschereccio Antartide, Guardia Costiera: «Non è legata al sequestro»

Di Redazione

ROMA - La sanzione amministrativa di 2mila euro applicata al peschereccio Antartide, uno dei due sequestrati per 108 giorni nel porto di Bengasi, in Libia, «non è in alcun modo legata alla vicenda del sequestro, ma si riferisce al mancato rispetto delle misure previste, per l’anno solare 2019, dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali a tutela delle risorse ittiche, discendenti dalla politica Comune della Pesca dell’Unione Europea, la cui osservanza permette alle società armatrici di accedere a contributi economici». Lo precisa la Guardia costiera, dopo le proteste dell’armatore.

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Per accedere ai contributi, informa la Guardia costiera, «l'armatore del Motopesca Antartide, nel mese di agosto 2019, ha dichiarato di aver osservato i giorni di fermo obbligatorio aggiuntivo previsti per quell'anno, già entro il mese di giugno. Nel corso dell’istruttoria della pratica per l'accesso ai contributi, ultimata nel mese di dicembre 2020, è invece emerso che non tutti i giorni dichiarati potevano essere utilmente considerati ai fini del fermo pesca obbligatorio». «La circostanza - prosegue - era nota all’armatore già dallo scorso mese di maggio 2020, molto prima della vicenda del sequestro, ed a nulla rileva l’impossibilità di poter accedere ai dati del «logbook elettronico» sottratto dalla nave durante la detenzione. Tali dati, infatti, sono integralmente ed automaticamente trasmessi ai sistemi di controllo del Ministero delle Politiche Agricole, ai quali il personale della Capitaneria di porto preposta ai controlli accede normalmente e che gli armatori possono ottenere in copia con una semplice istanza alla Capitaneria».

«Anche nel caso del Motopesca Antartide - sottolinea la Guardia costiera - tale controllo è stato eseguito, con esito sfavorevole. La pratica si è quindi, conclusa negativamente con la conseguente applicazione delle sanzioni amministrative previste dalla legge. La Capitaneria di porto, da sempre vicina alle legittime istanze del ceto peschereccio, pur comprendendo lo stato d’animo dell’armatore, continuerà con la massima trasparenza ad eseguire i controlli sull'erogazione di contributi pubblici, per garantire il pieno rispetto delle normative nazionali e comunitarie».

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