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Quando il design aveva le corna

Quando il design aveva le corna

“I nostri peccati delineano, meravigliosamente, la posizione che assumiamo in relazione alla società, e sono capaci di farci intravedere come questa si evolverà.”

 

Questo è quello che scrivevo qualche articolo fa, e non vi avevo ancora raccontato delle mie irrefrenabili curiosità in merito a traiettorie di escursione, inerenti ambiti applicativi, per così dire, bislacchi, relativi alla possibilità di poter operare con strumenti propri della cultura del progetto, ad una dimensione infinitesimale, come quella della materia atomica, o giù di lì.

Tentazione continua per ogni designer, quella di frequentare la cifra creatrice di universi unici e ancora sconosciuti che, se non altro, ti allontana a velocità siderale dalla beneficacifra taumaturgica che esprime da millenni la funzione di servizio cui è chiamato ogni progettista.

Certo non ti allontana dalla cifra divistica, divenuta espressione consona all’era della Fiction Economy.

Apprendo stamattina, dalle righe di un noto ed affidabile Magazine, che è pronto ad avviarsi al tramonto, uno dei più rappresentativi ed inossidabili, aggiungo io, simboli dell’umanità: le Corna.

Pare che in un centro di ricerche biomediche del Minnesota, la cui denominazione esprime già in sé una sfrontata dichiarazione d’intenti : Recombinetics, si stia lavorando per poter realizzare nelle mucche della razza Holstein un nuovo corredo genetico: in buona sostanza, i nuovi esemplari di vitelli Ogm, nasceranno sprovvisti del tanto esibito, e caro, palco frontale, motivo di orgoglio e segnale distintivo di identità ed appartenenza per ogni bovino, ad ogni latitudine del pianeta.

Oltre che, strumento di ineffabile esercizio di seduzione.

La giustificazione del loro operato, è contenuta nella scorta di benefici esibiti in una migliore gestione dei capi negli allevamenti.

E’ questa la realizzazione di un sogno antico come l’uomo, che affonda le sue radici nella rappresentazione mitologica di esseri chimerici, generata per lo più dal desiderio di poter realizzare nell’uomo,…mmmm, forse sarebbe meglio poter dire innestare,…. una serie di possibilità energetiche, funzionali e potenziali, così da poterne amplificare le sue vitali proprietà d’esercizio.

Non fa una piega: questo è dESIGN!

Semmai staremo a sbatterci, come sempre accade, sulla questione etica, sulle reali necessità di tale operazione, ma mai, dico mai e poi mai, saremo pronti a cedere all’obsolescenza, nei confronti di un gesto di grande rappresentatività, semplice, alla portata di tutti e di grande efficacia, come quello del fare le Corna!

Il dESIGN dovrà alimentare ancora a lungo la salvaguardia di quegli strumenti così fortemente rappresentativi di una insostituibile matrice identitaria, che è cifra comune di tutto un territorio, che è Storia, che è Mito.

E già.

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