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A Randazzo dove l'Etna dà il meglio di sé

A Randazzo dove l'Etna dà il meglio di sé

Chiese, palazzi, musei, vicoli costruiti in pietra lavica. Randazzo, il paese che domina la Valle dell’Alcantara trovandosi al centro di quello che un tempo era il Val Demone, è una vera e propria perla ambientale ed architettonica resa preziosa dalla presenza di ben tre aree protette quali il Parco Regionale dell’Etna, quello dei Nebrodi ed il Parco Fluviale dell’Alcantara.

Da qualunque angolo del paese c’è una veduta mozzafiato, un panorama da sogno ed anche le significative tracce del suo splendore medievale. Potrete inoltre avventurarvi per i sentieri che si inerpicano lungo distese di lava antica e recente sino a Monte Spagnolo e la sua faggeta, la Grotta del Gelo, la Grotta ed il Sentiero naturalistico Burrò o seguire gli antichi camminamenti dei pastori.

Randazzo ha origini antichissime e le prime tracce di insediamento umano risalgono al VI secolo a.C. Era anche conosciuta come la città delle 100 chiese e passeggiando tra i suoi suggestivi vicoli in pietra lavica non sarà difficile scoprirne tante. Domina la pietra lavica, ma qui non poteva essere diversamente, e si rimane estasiati nell’ammirare le meravigliose architetture della basilica di Santa Maria, della chiesa di San Nicola, del castello Svevo, del monastero di San Giorgio.

Vi è dunque tanta storia ma anche tanta natura se si pensa che qui vi sono tre aree protette: il Parco dell'Etna, patrimonio dell'Unesco; il Parco dei Nebrodi, l'area protetta più grande della Sicilia e il Parco Fluviale dell'Alcantara e si trova a 35 minuti di distanza dal mare e da Taormina.

Durante la stagione sciistica si può sciare sulle piste di Piano Provenzana dove in mezzo alla neve è possibile godere delle splendide vedute sul mar Mediterraneo, d’estate si può scegliere tra il mare, i monti e l’enogastronomia. Molto quotate le escursioni facendo trekking, oppure a cavallo, in mountainbike e in quad sia sull'Etna, che nel parco dei Nebrodi e nel parco dell'Alcantara.

Da vedere assolutamente la Basilica di Santa Maria, Chiesa di San Nicola, Chiesa di San Martino, e altre minori, le antiche mura e accessi al borgo con la  porta Aragonese, porta San Martino, Porta San Giuseppe. Meritano una visita anche il museo Archeologico e quello dei Pupi Siciliani. Di interesse anche il Chiostro Comunale, il Palazzo Clarentano, Palazzo Reale, il Castello Svevo, Palazzo Lanza, Via degli Archi.

Nella zona è anche possibile vedere le tracce della eruzione dell’Etna del marzo del 1981 che sfiorò il centro abitato del paese e che creò comunque una serie di problemi, come ad esempio l’interruzione della linea ferrata della Circumetnea. Ma quella colata in poche ore distrusse dozzine di case di campagna e terreni coltivati, e taglia tutte le vie di comunicazione (i binari delle Ferrovie di Stato e della Circumetnea, la S.S. 120 e diverse altre strade). Rallentando, la colata raggiunge l'alveo del fiume Alcantara dove si fermò senza aver toccato il fiume stesso, ad una distanza di 7,5 km dalle bocche eruttive.

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