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È bella, è bellissima, è Acireale

È bella, è bellissima, è Acireale

Camminare lungo le vie di Acireale significa percorrere un itinerario culturale di rara bellezza, come se ci si trovasse all’ interno di un vero e proprio museo a cielo aperto.

Le sale sono i quartieri, caratterizzati da grovigli di viuzze silenziose dove passeggiare lontano dal caos cittadino. Stradine come quelle del Suffragio, antico cuore popolare della città che, nonostante l’espansione edilizia degli anni 70, mantiene integra la sua identità.

A pochi passi, c’è piazza Duomo, incorniciata dalla Cattedrale Maria S. S. Annunziata, dalla Basilica dei santi Pietro e Paolo e dal palazzo del Municipio, edifici dal forte impatto visivo, sfondo familiare della vita quotidiana degli acesi e set cinematografico del film Malizia con Turi Ferro e Laura Antonelli.

Ed è infatti il centro storico ad offrire scorci suggestivi e ricchi di arte. Un’ esplosione di barocco scolpito nella pietra lavica, caratteristica peculiare acese del quale la città è custode.

L’ itinerario continua attraverso la visita delle chiese e l’ osservazione dei palazzi antichi. La Basilica Collegiata di San Sebastiano, la chiesa della Madonna del Suffragio, gli edifici storici di via Currò e di via Vittorio Emanuele, sono soltanto alcuni esempi dei luoghi dove poter ammirare il patrimonio artistico di grande valore.

Opere di pregio, testimonianze storiche oltre che culturali, che nel corso degli anni hanno fatto collocare Acireale tra le città simbolo dell’ arte barocca, realizzata in diverse declinazioni e con uno stile unico, esportato fuori dalla provincia di Catania, grazie alla maestria dei lapidum incisores acesi.

Questi artisti, sopravvissuti al terremoto del 1693, l’avvenimento che portò morte e devastazione, trassero ispirazione da quella drammatica esperienza e trasferirono, nelle loro opere, le emozioni e la paura di quei tragici momenti. E’ così che nasce il tipico aspetto delle maschere barocche realizzate in pietra lavica. Lo spavento verso una forza superiore, è questo il messaggio che trasmettono i volti terrorizzati e sbigottiti dei mascheroni artistici che impreziosiscono i prospetti degli edifici storici di Acireale. Ma c’è anche la componente scaramantica a contraddistinguere il barocco locale. L’ aspetto brutale dei mascheroni è pensato per allontanare la malasorte e i cattivi eventi dalle proprie abitazioni. Così, superstizione e testimonianza si fondono in un unica e apprezzata forma di arte.

Ma se le strade e le piazze di Acireale fanno pensare ad un allestimento permanente all’ aperto, è invece una galleria di opere d’ arte, tout court, la biblioteca e pinacoteca Zelantea, riconosciuta tra i musei più significativi della Sicilia, ospitata nel palazzo neoclassico di via Marchese di Sangiuliano, a poca distanza da piazza San Domenico. Al suo interno sono custoditi più di 115mila volumi, 56mila manoscritti, 276 tele e 750 disegni. Ma il suo patrimonio si arricchisce di anno in anno grazie alle donazioni di privati cittadini. Opere di inestimabile valore che attraggono visitatori da tutto il mondo.

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