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Una Terrazza sul Mare Africano: ecco Pozzallo

Una Terrazza sul Mare Africano: ecco Pozzallo

Pozzallo è una vera e propria terrazza sul mediterraneo, a solo 60 minuti dall’isola di Malta, con latitudine 70 km sotto Tunisi. La città è diventata una delle prime mete predilette della Sicilia sud orientale oltre che per il clima soleggiato tutto l’anno, le temperature che sono sempre superiori dai 3 ai 5 gradi centigradi rispetto ai paesi vicini, questo fa si che essa viene scelta anche in bassa stagione dai turisti stranieri per sfruttare il connubio Mare Barocco favorito dalle favolose spiagge di Pozzallo e dalla posizione geografica del paese che permette di raggiungere con pochi minuti di macchina le principali attrazioni barocche del sud Sicilia.

La vita notturna prende diverse sfaccettature, oltre alle soleggiate giornate di mare, la sera la città si trasforma in una vera e propria città della movida estiva, ciò che rende un fattore distintivo della città sono le lunghe passeggiate che si possono fare gustando gelati artigianali, visitando negozi con apertura serale, locali notturni in riva al mare dove è possibile gustare le specialità del posto, aree ricreative per bambini.

Nel periodo da metà giugno a metà settembre non mancano le varie manifestazioni di grosso calibro organizzate dal comune, dalla provincia e dall’Apt locale. La vita notturna è organizzata per soddisfare le esigenze delle famiglie, anche se dopo la mezza notte iniziano i disco bar e gli chalet con musica per un pubblico più giovane fino alle prime ore del mattino.

Dicono che Pozzallo, il più piccolo dei 12 comuni che compongono la più piccola delle province d’Italia, Ragusa, sia il posto dove non si invecchia mai. In effetti, a guardare quest’immensità di cielo e mare, questo sole scintillante della Magna Grecia che tinge d’oro le sue spiagge, pare che il tempo si sia fermato. E si sa che a fare i bagni non s’invecchia.

Pozzallo è l’unico Comune marinaro della provincia di Ragusa. Dal 2002 è premiato con la «Bandiera Blu», per la qualità delle acque e delle spiagge. Nel 2016 riconquista la 14^ bandiera Blu e la 2^ bandiera verde ambiti riconoscimenti rispettivamente assegnati dalla FEE e dall'associazione pediatri. La ridente cittadina marinara è circondata da bellissime e lunghissime spiagge di sabbia africana ,fine e dorata, e vanta un mare blu, limpido e pulito. Alcuni anni orsono è stato premiato come il Mare più blu d'Italia.

Su queste spiagge africane, approdo dalla vicina isola di Malta, in latitudine trenta chilometri più a sud della Tunisia, hanno passeggiato il poeta Salvatore Quasimodo (che era di Modica) e lo scrittore della Sicilia esistenziale e indolente Vitaliano Brancati. La «cornice» di Pozzallo si chiama Modica, Scicli, Ragusa Ibla, quei luoghi ben noti agli spettatori di tutto il mondo del commissario Montalbano, che calca le scene televisive proprio su questo immenso palcoscenico barocco.

Le spiagge sono di facile fruibilità, sia per chi ama il confort di rilassanti stabilimenti balneari, sia per chi preferisce la piacevolezza della spiaggia libera; durante i mesi cloù, sono animate da varie attrazioni a carattere sportivo, tornei di beach-coccer, beach-volley e da intrattenimento musicale organizzato dai vari "lidi". Dopo l'interminabile giornata in spiaggia i lungomari offrono i loro negozi, i bar e tutto ciò che serve per un indimenticabile vacanza. Spiagge lunghe e larghe e fondali poco profondi sono alcuni dei motivi per cui il litorale pozzallese è particolarmente adatto alle attività di Kitesurf e Windsurf.

La spiaggia detta “Pietrenere” ombreggiata da palme ricca di stabilimenti balneari, chalet , lidi e servizi che permettono di trascorrervi l’intera giornata. Fiancheggiata da un ampio lungomare dove si trova un capiente anfiteatro, luogo ideale per spettacoli teatrali e musicali. Ad ovest della città, in prossimità del porto turistico, si trova la spiaggia «Raganzino», anche questa attrezzata. Il Lungomare Pietre Nere è la zona della città di Pozzallo ad avere maggiore attrazione turistica sia di giorno che di sera, di giorno la spiaggia viene prediletta per l’ampiezza e la presenza di servizi attrezzati come lidi balneare, campi da beach volley e tornei. La sera il lungomare diventa la metà prediletta sia dai turisti che dai locali per la presenza di eventi organizzati presso l’anfiteatro di natura musicale e di danzante, gli artisti di strada, aree gioco per bambini, gelaterie e bar, Inoltre il Lungomare Pietre Nere risulta logisticamente più centrale in quanto confina con la Piazza Rimembranza e il Corso Vittorio Veneto praticamente il centro città. Il Lungomare Raganzino è il secondo Lungomare di Pozzallo, inizia dalla fine del Corso Vittorio Veneto e termina ai piedi del Porto di Pozzallo.

Le attestazioni più antiche della presenza umana nei pressi della città si trovano in contrada Bellamagna, a Cozzo Rao e in contrada Carpintera. La prima si trova 2,5 chilometri a nordovest di Pozzallo, la seconda poco più di un chilometro a Nord, la terza è a ridosso del cimitero comunale. In questi siti sono state rinvenute tombe a grotticella artificiale risalenti all'età del Bronzo antico e alla cultura di Castelluccio, datata tra il 2200 e il 1450 a.C. La necropoli di contrada Bellamagna è quella meglio conosciuta, mentre le informazioni sugli altri due siti sono più lacunose. In contrada Porrello, situata tre chilometri ad est di Pozzallo, sorgeva probabilmente un emporion di età arcaica ed è attestata una necropoli tardoantica. Nel 1908 fu inoltre ritrovato in un terreno di proprietà del marchese (e in seguito podestà) Corrado Tedeschi un recipiente con all'interno 600 monete romane. Circa 400 di esse furono trafugate, mentre le restanti 229 furono studiate da Orsi, che le datò tra il 72 e il 249 d.C. Ad epoca tardoantica risale una necropoli costituita da due ipogei con arcosoli monosomi e polisomi e da tombe a fossa. Ipogei tardoantichi, alterati da costruzioni successive, sono presenti anche in contrada Carpintera, mentre quelli situati in alcune delle vie centrali della città sono stati distrutti o occultati dallo sviluppo urbanistico. Reperti risalenti al IV secolo d.C. provengono dalla zona centrale della città. Resti di età medievale, forse risalenti al XII secolo e probabilmente attribuibili a fornaci, furono rinvenuti dall'archeologo trentino Paolo Orsi nella zona tra Pozzallo e Santa Maria del Focallo. Alla fine del XIX secolo fu ritrovata nella zona dello Scaro un'antica tomba messena, risalente alla terza guerra messenica e appartenente ad un re; la zona infatti divenne luogo di rifugio per i soldati messeni sconfitti, che ivi si stabilirono in capanne di fango. Verso la fine del XIV secolo della zona compresa tra Capo Passero e Punta Regilione si interessò Manfredi III Chiaramonte, conte di Modica. Nella zona erano presenti dei magazzini in disuso, che Manfredi aveva intenzione di valorizzare per costruire un porto strategico per la rotta verso Malta. Tuttavia nel 1391 Manfredi morì e il progetto fu ripreso da suo figlio Andrea, che costruì un Caricatore, un complesso di magazzini che comprendeva pontili e scivoli per l'imbarco di merce (specialmente frumento) sui velieri.

Fino al IX secolo i saraceni chiamavano questa zona Pausis-Alòs (porto al mare). Fino al X secolo la zona fu denominata "Puteus-alòs" cioè pozzo a mare. Nell'XI secolo la zona risulta essere denominata Pusalo o Posalo, mentre nel XII secolo, dopo la conquista araba, il territorio viene citato come Marsa as Deramini (porto dei dromedari) da Edrisi. Nel XV secolo viene citato come Alpusalli, Poçallo, Pocial e Puoçalo, mentre nel XVI secolo viene indicato come Lapuzzallu, . Nella prima metà del XVII secolo le forme più comuni sono Puzzallus e Puzzallum, mentre nella seconda metà del secolo si arriva alla definitiva denominazione di Pozzallo. Frequenti furono gli errori di trascrizione o di interpretazione del toponimo: Sebastiano Salomone fa risalire il nome ad un fantomatico Pozzo del Gallo mai esistito in zona, mentre Corrado Avolio affermò che esso derivi dal latino pecium, misura agraria. Due volte si provò a cambiare il nome della cittadina: nel 1836, in occasione della visita ufficiale di Ferdinando II delle Due Sicilie, si volle mutare il nome in Ferdinandea per ottenere l'appoggio del re in alcune scaramucce territoriali con Modica. A causa di una tempesta la visita fu rimandata e il nome non cambiò e nel 1935 l'amministrazione comunale volle modificare il nome in Rosa Marina, senza ottenere l'appoggio della popolazione, legata al vecchio nome.

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