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Calascibetta, grotte rupestri e arte sacra questa è la Sicilia di pietra

Calascibetta, grotte rupestri e arte sacra questa è la Sicilia di pietra

Sui monti Erei, nel cuore della Sicilia, tra percorsi lastricati di pietre antiche, si staglia l'«Urbs victoriosa et fidelissima» di Calascibetta, città di antichissima fondazione, capace di mostrare al visitatore attento tracce archeologiche e architettoniche che secoli di storia e dominazioni differenti hanno amalgamato. L'itinerario culturale xibetano prende il via dagli aggrottati dello scenario naturale delle grotte rupestri di via Carcere, che in pieno centro città, affiancano le abitazioni e i palazzi nobiliari. A connotare in maniera preponderante nel tempo la cittadina sono stati gli edifici religiosi, basti pensare che si è arrivati ad enumerarne ben 48. Del patrimonio xibetano di arte sacra, di rilievo le opere di Ludovico Svirech, pittore tuttora avvolto nel mistero sotto molti punti di vista a detta degli studiosi d’arte e dei ricercatori. Attivo nel tardo '700, l'artista creò, come prima opera xibetana, "La Deposizione", tela collocata a sinistra dell’altare principale della chiesa Madre o di Santa Maria Maggiore. Da notare, una modifica a quadro ultimato richiesta dalla committenza di cui il più recente restauro ha lasciato traccia: al Cristo deposto venne, infatti, sostituito un crocifisso ligneo.

Sempre in Madrice è esposto il dipinto del pittore palermitano Francesco Sozzi “Il conte Ruggero e la città di Calascibetta”, risalente al 1783. L'opera costituisce una rappresentazione dei fatti storici avvenuti nel 1080, anno in cui Papa Gregorio VII consegnò lo stendardo di San Pietro al conte Ruggero d’Altavilla, fondatore della città xibetana rappresentata dalla giovane prostrata. Il conte, raffigurato a grandezza naturale, reca in mano il vessillo papale, rappresentazione simbolica del suo incarico di difensore della fede nei territori siciliani.

Da Calascibetta, infatti, il conte Ruggero tenette per trent’anni d’assedio l’emiro Kamuth, signore di Castrogiovanni e di Girgenti. Sullo sfondo della pittura figurano gli stemmi del casato normanno e di quello aragonese, quest’ultimo successivamente aggiunto da altra mano. Delle 10 aree archeologiche presenti sul territorio comunale emerge la necropoli di Realmese. Distante appena 3 chilometri dal centro abitato, si compone di oltre 300 tombe a “grotticella” di tipo pantalicano che ne fanno, nel suo genere, la seconda per estensione in Sicilia.

In campo commerciale la cittadina è nota in tutta la Sicilia per la concessionaria auto Codi. L'attività commerciale, con alle spalle un'esperienza trentennale, propone un vasto parco auto di eccellente livello qualitativo e pone una particolare attenzione nei confronti dei clienti, offrendo loro la massima assistenza, sia tecnica che commerciale, anche dopo l'acquisto della vettura.

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