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Taormina, dopo tanti mesi riecco i crocieristi: segnale di speranza per il turismo

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Taormina, dopo tanti mesi riecco i crocieristi: segnale di speranza per il turismo

Di Saro Laganà
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«Il ritorno dei crocieristi a Taormina - afferma Martine Fender, vicepresidente dell’Associazione Guide turistiche di Taormina e della provincia di Messina - è un segnale di speranza per la ripartenza. Nella capitale siciliana del turismo è stato riaperto il Museo siciliano di arte e tradizioni popolari, molto apprezzato dai visitatori. Nella nostra città, per fortuna, c’è tutto aperto, tranne il Teatro Antico, che dovrebbe tornare a essere fruibile dai primi di marzo, visto che in questo momento è chiuso a causa di alcuni lavori alla cabina dell’Enel. Tutti gli altri siti sono visitabili, come ad esempio le Naumachie, l’Odeon, il Palazzo Duchi di S. Stefano, le chiese e tanto altro. I crocieristi che hanno visitato Taormina provengono, oltre che dal resto d’Italia, anche da altre nazioni, come ad esempio Grecia, Slovenia, Croazia, Svizzera, Germania e Francia. Tutti loro sono rimasti a bocca aperta per la bellezza e la storia che hanno respirato a Taormina. Siamo ancora in inverno, abbiamo tra l’altro questo clima meraviglioso e mai come ora è necessario puntare alla destagionalizzazione. Anche se qui molte attività commerciali sono chiuse, gli stranieri vogliono venire lo stesso a visitare questo incantevole angolo di Paradiso. Pranzare all’aperto, nel mese di febbraio, con una temperatura di circa 20°, per i turisti è qualcosa di eccezionale. Molti di loro mi hanno detto che entro quest’anno vogliono ritornare in Sicilia e rimanere qui magari qualche giorno in più. Prenotando un hotel, potranno ammirare con calma tutte le bellezze che la nostra terra offre e magari andare al Teatro Antico, tappa fondamentale per chi viene da queste parti».

«L’arrivo dei crocieristi a Taormina è stato deciso in extremis - conclude Martine Fender - perché inizialmente questa tappa non era prevista. Siamo riusciti a portarli qui perché ci sono state chiusure in altri posti. Dopo Taormina e l’Etna, i vari gruppi andranno prima a Malta e poi a Palermo. Noi siamo fiduciosi per il futuro. Speriamo di tornare presto alla normalità, perché ne abbiamo veramente tutti bisogno».

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