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L’emergenza Covid è ancora ben lontana dall’essere finita, anche in Sicilia

Di Redazione |
 
 

L’emergenza Covid è ancora ben lontana dall’essere finita, anche in Sicilia:  un’ordinanza del presidente della Regione, Nello Musumeci, ha introdotto l'obbligo di portare la mascherina sempre con sé e di indossarla anche in tutti i luoghi aperti al pubblico particolarmente affollati. I provvedimenti sono in vigore da ieri e fino al 31 dicembre. Inoltre dovranno sottoporsi al tampone, nei porti e aeroporti siciliani, anche i viaggiatori che arrivano dalla Germania e dal Regno Unito. Attualmente il controllo è già previsto per chi proviene, o vi abbia transitato nei 14 giorni precedenti, dagli Usa, Malta, Portogallo, Spagna, Francia, Grecia e Olanda. Pressing sul “lockdown” ai non vaccinati, in Europa la situazione più grave è in Germania.


Al Senato il Governo va sotto su tre emendamenti al dl capienze, con i voti di Lega e Iv. Castellone (M5s) avverte: «Se vogliono aprire una crisi, se ne assumano la responsabilità». E il suo collega di Fdi, Ciriani, commenta che «questa maggioranza alla prima occasione in cui non ha fatto ricorso alla fiducia è andato sotto». Per Patuanelli è «evidente che Renzi voglia provocare la seconda crisi di governo dell’anno». Il governo aprirà un tavolo di confronto con i sindacati sulle pensioni, per più flessibilità in uscita dal 2023.


Le mani della mafia sulle scommesse on line sull'asse Sicilia-Malta. Dodici misure cautelari, blitz della polizia nelle province di Palermo, Ragusa, Messina, Agrigento e Trapani. Un giro d’affari di 14 milioni al mese.


Per la morte di Nicole, nata a Catania in una clinica nel febbraio 2015 e deceduta alcune ore dopo mentre era su un’ambulanza diretta all’ospedale di Ragusa,  paga la ginecologa: in appello è stata condannata soltanto la dottoressa Maria Ausilia Palermo,  due anni, pena sospesa, per omicidio colposo e lesioni personali colpose mentre è stata assolta dall’accusa di falso. I giudici hanno assolto dal reato di falso, l’unico capo di imputazione per cui erano stati condannati, il neonatologo  Antonio Di Pasquale, l’anestesista Giovanni Gibiino e l'ostetrica Valentina Spanò.


Dopo una lunga giornata di attesa, i magistrati della sezione fallimentare del Tribunale di Catania hanno dato ancora un mese di tempo al Catania per mettere i conti a posto. Risanare del tutto è impossibile, ma c'è una proroga che apre a molte soluzioni: è stata disposta una consulenza tecnica d'ufficio per verificare lo stato patrimoniale. Se ne riparlerà il 21 dicembre, esattamente, giorno in cui qualcosa, anzi più di qualcosa, dovrà cambiare. La Sigi ha beneficiato della tesi difensiva dell'avvocato Giuseppe Augello. Fino a ieri la cordata inglese era al lavoro al Village per esaminare conti ed eventuali interventi. Adesso si vedrà. Non a caso il prossimo appuntamento è stato fissato per il 21 dicembre. Il 16 si dovranno saldare gli stipendi di ottobre ai calciatori. E sarà anche quello e non solo, la prova del nove per capire se il Catania potrà reggersi sulle proprie gambe fino a fine stagione o se tutta questa agonia vissuta anche sulla pelle dei tifosi e della città, risulterà inutile.  COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA