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Covid in ripresa, l'epidemiologo Cuccia: «Il virus non è mai andato via. La situazione potrebbe peggiorare»

Da fine agosto, anche in Sicilia, impennata dei casi: più di metà dei pazienti in ospedale non risultano però vaccinati

Maria Elena Qauiotti

08 Settembre 2023, 21:00

Covid

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«Non chiamatela influenza. Non in questo periodo e non per le conseguenze che può avere, ben diverse da quelle di un’influenza»: se a dirlo è l’epidemiologo Mario Cuccia c’è da crederci.
Il Covid non se ne è mai andato del tutto e è da fine agosto che l’impennata dei casi è palpabile, anche se l’ultimo report (ormai bisettimanale) del Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico della Regione (Dasoe) emesso mercoledì, riporta dati “sottostimati a causa di problemi alla piattaforma regionale Sirges dedicata alla raccolta di tamponi antigenici. Il valore è stato determinato unicamente sulla base dei tamponi molecolari positivi”.
Per la provincia etnea, in particolare, si è passati dai 28 casi di positività della settimana dal 21 al 27 agosto ai 18 rilevati dal 28 al 3 settembre, nessun ricoverato in terapia intensiva, 45 ricoveri in area medica. Fanno peggio Palermo e Messina, rispettivamente con 10 e 6 ricoveri in terapia intensiva e 133 e 139 in area medica.

Più di metà dei pazienti in ospedale - evidenzia il report – risultano al sistema non vaccinati. La situazione epidemica è lieve con una incidenza e un tasso di ospedalizzazione contenute, ma con un trend in crescita. In effetti qualche mascherina inizia a rispuntare sui mezzi pubblici, qualcuna si vede anche negli ospedali. All’esterno della sala “Concetto Marchesi” al Cortile Platamone ad accogliere i partecipanti di incontri e convegni ci sono due grandi ceste piene di mascherine messe a disposizione gratis, che suscitano stupore, mentre proprio stamattina dalla base aeromobile della Guardia Costiera con destinazione Lampedusa partirà il primo dei carichi di dispositivi di protezione individuale reperiti e donati dai Cavalieri di Malta Osj a favore sia degli operatori della Guardia costiera, settima squadriglia, che dei migranti.

Il dottor Mario Cuccia

«La gente intelligente sta iniziando a usare la mascherina, perché sta cercando di proteggersi - sottolinea Cuccia - si tratta o di soggetti che con il Covid hanno già avuto un problema serio e se lo ricordano, oppure di persone fragili. E considerato che noi abbiamo la più bassa copertura sulle terze dosi di vaccino è facile intuire che avremo presto a che fare con una situazione molto critica».
Il ragionamento dell’epidemiologo parte dal monitoraggio dell’Istituto superiore di Sanità (Iss) pubblicato il 30 agosto e relativo alla settimana dal 21 al 27, che parla di “incidenza in aumento nelle ultime due settimane, impatto limitato sugli ospedali ma in leggero aumento nelle aree mediche”. La Sicilia è tra le regioni con il minor numero di casi (128), il boom si sta avendo in Lombardia (2.280 casi) e Veneto (2.027), Lazio (1.800), Campania (1.400) e Toscana (1.076).

Tranchant il commento sui problemi registrati alla piattaforma Sirges: «dopo tre anni non avere ancora una piattaforma efficiente la dice lunga…».
Dobbiamo stare tranquilli? «Direi di no - risponde Cuccia - se parliamo di sorveglianza integrata (quindi relativa alle casistiche e all'adeguatezza dei sistemi sanitari regionali, ndr) qualche problema dalle nostre parti lo abbiamo, ad esempio in tema di terapie domiciliari. Con il Covid, soprattutto sui soggetti fragili, è importante arrivare in tempo per avviare la terapia con gli antivirali, in alternativa si dovrà affrontare la malattia nel suo complesso, in ospedale. In questo momento inoltre non esistono né comunicazione né campagne informative, bisognerà pensarci per tempo, così come serve dare le indicazioni corrette ai medici di medicina generale. A breve arriveranno i nuovi vaccini mirati sulla variante prevalente».
A proposito di vaccini, è da marzo che il centro vaccinale in via Pasubio è stato chiuso, fino a dicembre a gestirlo era stata la struttura guidata dal Commissario Pino Liberti, da gennaio al 28 febbraio era stato affidato, insieme alle vaccinazioni di prossimità e domiciliari, a Francesco Borzì, ex responsabile delle terapie sul territorio. Le vaccinazioni ora vengono eseguite nelle sedi dei distretti, in città in corso Italia 232. «I vaccini - spiega Borzì - sono raccomandati, non obbligatori, ai fragili e a chi lavora in ambito sanitario».