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il caso

L’eredità persa all’asta e il giallo di un testamento (forse) falso

A una 80enne è stata pignorata la casa. L’ex marito americano però ora rivendica il 50% della proprietà

Di Laura Distefano |

In una realtà giusta – e anche logica – se uno deve 100 a qualcuno e questo qualcuno deve ricevere 500 da questa persona, a conti fatti qualcuno dovrebbe ottenere 400 sottraendo il debito.Ma nel groviglio delle leggi e della giurisdizione italiana accade che chi doveva avere 500 rimanga in mutande perché colui che deve incassare 100 riesce a fargli pignorare buona parte del suo patrimonio. In questo paradosso tutto catanese, bisogna aggiungerci la comparsa di un testamento poi rivelatosi un falso.

La storia del testamento

Tutto comincia con dei terreni di Siracusa 20 anni. La proprietaria di quei fondi, Teresa Livia Modica, oggi ottantenne, dà procura a un professionista di risolvere le varie incombenze burocratiche e di verificare possibili passività con istituti di credito al fine di avviare la lottizzazione delle proprietà e poi venderle. Invece il professionista entra in surroga sulle pendenze bancarie e alla fine delle procedure i terreni finiscono nella titolarità di una donna. Con cui avrebbe dei legami.Modica avvia una causa che in primo grado dà ragione al professionista, ma la Corte d’Appello di Catania ribalta la decisione e condanna l’uomo a rifondare il danno e pagare le spese legali. Alla fine a Modica deve essere versato mezzo milione di euro. Per una serie di boomerang (con passaggi in Cassazione) l’esecutività della sentenza non è ancora stata pronunciata. Parallelamente il professionista ha proceduto contro Modica. E varie sentenze hanno prodotto l’attestazione di un debito poi lievitato tra interessi e altro che ha portato a un’istanza di pignoramento. Che è stata accolta dal Tribunale e che ha messo all’asta la casa. Agli atti del procedimento però non vi è traccia della posizione creditoria che ha la donna nei confronti del professionista. Modica giovedì dovrà consegnare le chiavi della sua casa in pieno centro cittadino alla persona che l’ha comprata all’asta.

La casa all’asta

Nonostante il suo legale, l’avvocato Enza Nicotra – subentrato dopo il pignoramento – ha fatto un reclamo dove cita un elenco di circostanze (come la sentenza della Corte d’Appello che sancisce il credito da oltre 500mila euro) che dovrebbero almeno sospendere l’esecutività. Così non è per il tribunale etneo che dichiara il reclamo inammissibile. L’espropriazione forzata va infatti avanti. L’appartamento (venduto all’asta a un prezzo secondo la proprietaria al di sotto al suo valore di mercato) la signora Modica l’ha ricevuto in eredità dalla figlia, venuta a mancare nel 2012 per un brutto male. Quell’immobile per successione metà è di proprietà del papà della defunta ed ex consorte di Modica. L’uomo da anni si è trasferito in America. L’ex marito solo pochi mesi fa ha scoperto di avere avuto pignorata anche la sua parte, nonostante lui non abbia alcun debito con alcuno.

Cosa è successo

Come è successo? Il racconto diventa un vero e proprio giallo. Nel 2018, come per magia, nella buca delle lettere della Modica spunta un testamento firmato dalla figlia scomparsa sei anni prima, in cui indica come sua erede universale la mamma. La donna, fin troppo ingenua, fa vedere il testamento a colletti bianchi di sua fiducia che le consigliano di pubblicarlo immediatamente. E così fa. Nessuno impugna il testamento e Modica diventa unica proprietaria della casa. E da lì comincia il suo calvario giudiziario che l’ha sta portando a perdere l’immobile. Ma oltre il danno la beffa. Quando l’ex marito scopre tutto, fa periziare il testamento da un grafologo. Quella grafia non sarebbe della figlia e quindi quell’atto sarebbe un tarocco. L’americano si affida a un avvocato ed “entra” nell’esecuzione della vendita all’asta dell’appartamento spiegando che metà di quella proprietà è sua di diritto visto che il testamento è falso e quindi carta straccia. Ma i reclami sono rigettati. Nel frattempo Modica – che si sente vittima di malagiustizia – ha preso carta e penna e ha deciso di presentare un esposto a diverse procure italiane.

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