12 gennaio 2026 - Aggiornato alle 16:54
×

«Al Foro Italico fu stupro di gruppo», tutti condannati i bruti che abusarono di una ragazza

La vicenda risale al luglio del 2023: pene da sette a quattro anni e otto mesi

Redazione La Sicilia

08 Novembre 2024, 16:13

stupro4

Il tribunale di Palermo ha condannato a 7 anni di carcere quattro dei sei ragazzi accusati dello stupro di gruppo di una 19enne violentata in un cantiere abbandonato del capoluogo a luglio del 2023. Un quinto imputato ha avuto 6 anni e 4 mesi; il sesto 4 anni e 8 mesi.
A denunciare ai carabinieri gli abusi, ripresi dal maggiore degli imputati col cellulare, è stata la vittima. Per la violenza è già stato condannato dal gup dei minori, a 8 anni e 8 mesi, l’unico del «branco» che al momento dei fatti non aveva ancora compiuto 18 anni.

Parla il legale della vittima

«L'entità della pena non mi è mai interessata perché mi immedesimo nel fatto che si tratta di ragazzi e che per loro una condanna pesante è un guaio. Era importante però che ci fosse la condanna». Lo ha detto l'avvocato Carlo Garofalo, difensore della ragazza vittima nel luglio scorso di una violenza di gruppo a Palermo, dopo la sentenza del tribunale che ha condannato tutti gli imputati.

Una «doppia violenza» l’ha definita la legale, riferendosi al tentativo di fare passare la vittima dello stupro come una ragazza di facili costumi o addirittura consenziente: «tutto quello che è stato detto attorno a questa vicenda, che posso definire una sporca vicenda, non solo per la materia già sporca di per sé come una violenza sessuale di gruppo, è stato detto in un modo violento che ha fatto male a tutti, non solo alla mia assistita ma anche a me».

La condanna anche al risarcimento

I sei ragazzi accusati di aver violentato in gruppo una 19enne, a luglio del 2023, condannati oggi dal tribunale di Palermo dovranno pagare alla vittima 40mila euro a titolo di provvisionale del risarcimento del danno da liquidare poi in sede civile. Il tribunale ha inoltre riconosciuto 1.000 euro ciascuno alle altre parti civili: il Comune di Palermo e alcune associazioni in difesa dei diritti delle donne.